Spettacolo

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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Dicono di... Dylan Dog

Quante volte vi sarà capitato di andare al cinema e di trovarvi davanti al cartellone del weekend, senza sapere cosa scegliere, oppure di domandarvi se quel film tanto pubblicizzato sarà un capolavoro o un ‘polpettone’. Nella nuova rubrica di Studentville diamo spazio al giudizio di alcuni dei più importanti critici cinematografici, dei blogger e dei giornalisti sui film più interessanti in uscita. Elogi, stroncature, applausi e fischi: le voci dei cinefili…

DICONO DI… DYLAN DOG
Regista: Kevin Munroe
Protagonisti: Brandon Routh, Sam Huntington, Anita Briem, Taye Diggs, David Jensen.
 
Federico Gironi (Coming Soon) - Riteniamo sciocco e miope valutare questo Dylan Dog in base all’aderenza o allo scollamento rispetto alla mitologia nata e cresciuta sulle pagine dei fumetti. Chi è fan integralista, non vada al cinema. O, se ci va, immagini di andare a vedere un film con un altro titolo. Come era facile aspettarsi il film avrebbe fatto del meticciato pop la sua chiave principale (...) Il meticciato, nel film, si è trasformato in un omogeneizzato, in un prodotto buono per palati giovanissimi e senza troppe strutturazioni gustative. Munroe fa qual che può: il che non è tantissimo, ma per fortuna evita d’irritare lo spettatore e azzecca un paio di gag di alleggerimento.
Luca Maragno (Best Movie) - L'amato Dylan Dog dei fumetti che tutti conosciamo è completamente stravolto, senza Groucho, senza Londra, senza Bloch. Fa fuori mostri, vampiri e lupi mannari ricordando più Tex Willer che il riflessivo indagatore dell'incubo dei fumetti. siamo dalle parti di Buffy, ovvero di un horror che non fa paura, ma che tutt'al più vi strapperà qualche risata
Marianna Cappi (My Movies) - Nonostante sia il frutto di mille riscritture, o forse proprio per questo, la trama non riserva sorprese (...) tecnicamente un episodio standard di Buffy è migliore, ma il tono è scanzonato e tutto converge al fine ultimo del protagonismo assoluto di Brandon Routh. I suoi muscoli esagerati e la sua aria da studentello imberbe non giovano all’identificazione con il personaggio di partenza ma, se si dimenticano il titolo del film e l’ispirazione, la sua prova allora non è da buttare: se non altro non sgomita troppo per avere il centro della scena. Astenersi fan. 
Dina D’Isa (Il Tempo) - La trama vira miserevolmente verso i tormentoni alla «Twilight» e si rischia di non vedere niente dal fumetto italiano cult, se non un bel tipo in giacca nera e camicia rossa. E come se non bastasse, Dylan Dog al cinema non dice più nulla di poetico, anzi. Ne è un esempio una delle sue tante frasi anticult: «Non ci servono piani ma solo pistole più grosse», ammicca il bisteccone americano tra un inseguimento e l'altro. Ma, nonostante tutto, il film è un successo annunciato e ha gli elementi per appassionare i ragazzi: azione, horror, fantasy e un pizzico di ghost-story.
Dr. Apocalypse (Cineblog) - Hollywood ha malamente rovinato il nostro fumetto più letto ed amato, trasformandolo a suo piacimento in una porcata. Perché Dylan Dog - The Movie è purtroppo una porcata. Questo folle titolo che umilia gli oltre 56 milioni di copie vendute in 25 anni di vita dall’autentico Dylan Dog. Perché Kevin Munroe, nel 2007 visto in sala con il reboot animato delle Tartarughe Ninja, ha semplicemente reinventato un mito, rendendolo ridicolo. Affidandosi a colui che è stato Superman, ovvero il goffo Brandon Routh, meno espressivo di una banana in un cesto di mele, Munroe ha dato vita ad un nuovo capitolo di Buffy, con circa 15 anni di ritardo.
Colinmckenzie (BadTaste) - Terrificante adattamento del fumetto di Tiziano Sclavi, indifendibile da ogni punto di vista. Brandon Routh, un Dylan che non riesce a esprimere nessun fascino, ma risulta un insieme di contraddizioni. L'attenzione sui vampiri sembra soltanto una concessione che vuole essere cool. Della serie, visto che vanno di moda, perché non seguire il modello reso famoso da Underworld (ma presente in diverse pellicole) e mettere in contrapposizione licantropi e vampiri?Come temevo preoccuparsi della fedeltà al fumetto risulta inutile, considerando che anche Italia 1 avrebbe qualche imbarazzo a mandare in onda un prodotto del genere. Sempre che abbia il coraggio di farlo.

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