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I 100 passi: le frasi migliori del film e il testo della canzone

I 100 PASSI: LE FRASI MIGLIORI DEL FILM E IL TESTO DELLA CANZONE. Il film I cento passi di Marco Tullio Giordana uscito nel 2000 è un magnifico esempio di cinema di forte impegno civile che racconta la vicenda di Peppino Impastato, giovane siciliano interpretato da Luigi Lo Cascio, che apre una radio libera e scrive articoli giornalistici per attaccare la mafia che dominava l'intera regione (e con la quale anche la sua famiglia era in qualche modo collusa). Il suo gesto di ribellione fu un gesto di sfida che la criminalità organizzata decise di stroncare, uccidendo il giovane idealista e facendo passare grossolanamente il suo omicidio come un suicidio. Solo anni dopo sarebbe stata ripristinata la verità sulla vicenda e sarebbe stato tributato il giusto omaggio a un ragazzo che aveva messo in gioco la vita per affermare i valori dell'uguaglianza, della giustizia e della dignità. Sono tante le frasi che si possono citare dai dialoghi del film. Vediamo alcune e poi commentiamo il testo della canzone I cento passi che i Modena City Ramblers hanno dedicato alla storia di Peppino Impastato ispirandosi al film. 

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I 100 passi: le frasi migliori del film e il testo della canzone

I CENTO PASSI: LE FRASI MIGLIORI TRATTE DAL FILM. Ecco alcune frasi tratte dal film I cento passi che possono esserci utili per riflettere e discutere sull'argomento oggetto del film:

  • “My passeport americano but my heart is siciliano”: prima citazione leggera per un film molto serio, pronunciata dal cugino Anthony  al suo ritorno dagli Stati Uniti.
  • “Per farti ascoltare certe volte devi fare la voce grossa.” - “E invece no. Perché se fai la voce grossa fai capire che stai male. Non ti fai ascoltare. Non ti fai sentire.”: è la risposta che Peppino dà a chi gli dice che dovrebbe alzare i toni della sua trasmissione per farsi capire dagli abitanti del paese in cui vive.
  • “Devi sapere che la faccia di una persona è come un paesaggio. Una faccia può essere un giardino oppure un bosco oppure una terra desolata, dove non cresce niente. Io disegno solo i paesaggi che mi piacciono”: questa è la descrizione del metodo di lavoro che il pittore comunista Stefano Venuti fa a Peppino, il quale prende a considerarlo come un suo padre spirituale.
  • “Cento passi, cento passi ci sono da casa nostra. Vivi nella stessa strada, bevi nello stesso caffè alla fine ti sembrano come te...”: è l'urlo che Peppino lancia confrontandosi con il fratello, denunciando la collusione della maggior parte delle persone con la mafia e la distanza effettiva che separano casa sua da quella di un famigerato boss della zona.
  • “Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”: e infine la celeberrima esclamazione, sempre parte dello stesso discorso, con cui il protagonista apostrofa la mafia, la quale a suo parere deve essere descritta per quello che è, senza infingimenti.

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I CENTO PASSI COLONNA SONORA: IL TESTO DELLA CANZONE DEI MODENA CITY RAMBLERS. Questo il testo della canzone dei Modena City Ramblers con commento:

Prima strofa:
“Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio.
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare. Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato. Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore. Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura contando cento passi lungo la tua strada
Allora... 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi! 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi!”
Nella prima strofa si descrive la condizione di Peppino, l'esempio che ha lasciato a chi è venuto dopo di lui e la sua sete di giustizia.

Seconda strofa
"Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare. Gli amici, la politica, la lotta del partito. alle elezioni si era candidato. Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perché venne ammazzato. Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l'hanno più trovato. Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare la storia di Peppino e degli amici siciliani. Allora... 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi! 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi!"
Nella seconda strofa si racconta prima il suo impegno, elencando le azioni svolte da Peppino Impastato, e poi il suo tragico destino.

Terza strofa
“Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto.
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato.
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare la storia di Peppino e degli amici siciliani". Allora... 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi! 1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi!”
L'ultima strofa ricorda la singolare coincidenza di un doppio fallimento dello Stato Italiano: da una parte la tragedia di Impastato e dall'altra quella del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Secondo il gruppo due fallimenti chiave per comprendere la crisi politica attraversata dal Paese in quegli anni.

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(Foto: I cento passi, courtesy of Titti Film)

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