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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

I personaggi molesti al cinema e come liberarsene

I PERSONAGGI MOLESTI AL CINEMA E COME LIBERARSENE. Ci sono tanti modi differenti di andare al cinema, e non ci stiamo riferendo all'uso dei mezzi pubblici, della macchina o della bicicletta. Ognuno infatti ha il proprio rapporto con la sala buia, i propri piccoli riti, preferenze, abitudini e via dicendo. Tuttavia l'aspetto collettivo e comunitario della visione di un film in sala produce tanti bei momenti (ridere per esempio tutti insieme alla stessa battuta, oppure farsi stimolare dalle risate altrui), così come situazioni molto meno edificanti che potrebbero guastare l'esperienza. Per quanto tutti abbiano diritto a vedere un film nel modo in cui ritengono più opportuno, ci sono però dei personaggi molesti che potrebbero far emergere i peggiori istinti violenti anche negli spettatori più pacifici e concilianti.

personaggi molesti al cinema e come liberarsene

PERSONAGGI MOLESTI AL CINEMA: COME INDIVIDUARLI E SBARAZZARSENE. Ecco allora una galleria di queste figure, con le possibili tattiche da adottare per sbarazzarsene.

  • La vecchietta: conosciuta da tutti coloro che frequentano le proiezioni pomeridiane, la vecchietta è solita chiedere con i propri tempi e le proprie conoscenze delucidazioni particolareggiate su ogni aspetto del film, sia prima che nel mentre. In questi casi le soluzioni sono due: trasferimento – tanto la sala sarà vuota – oppure una risposta secca al limite dello sgarbato per alzare i necessari paletti.
  • Il commentatore: egli non parla a qualcuno in particolare, ma sembra seguire un proprio flusso di coscienza ad alta voce, durante il quale esterna ogni pensiero riferito alla pellicola. “Ma perché fanno così?”, “Che cretinata!”, “Oddio ma è terribile, poverino!”, “Lo sapevo, si capiva fin da subito”: sono solo alcune delle frasi che potreste ascoltare. In questi casi c'è poco da fare: potenti gomitate, se di lato, o calci furiosi, se in posizione posteriore o anteriore, saranno le armi da eleggere a vostra difesa.
  • I conversatori: costoro invece si disinteressano del tutto al film, dato che evidentemente non hanno trovato un posto migliore in cui portare la loro conversazione privata (spendendo almeno 7 euro, va ricordato). I conversatori sono in grado di raccontarsi vicende anche più appassionanti di quelle proiettate su grande schermo, ma è il bar che sarebbe il loro habitat naturale. Invitateli dunque a portare i loro discorsi in luoghi più consoni.
  • Il mangione: buste di plastica sfrigolanti, patatine che fragorosamente si infrangono in bocca, popcorn che scoppiettano tra le fauci, bibite da cui esigere sorsi esplosivi, caramelle appiccicose che devono essere masticate a lungo. Ecco l'armamentario del mangione, che ha scambiato la sala cinematografica per il divano di casa sua. Provate a chiedergli se vi offre qualcosa: forse in questo modo capirà di stare esagerando.
  • La coppietta: viva l'amore, sempre e comunque! Ma c'è modo e modo per manifestare i propri sentimenti e dare sfogo alle proprie pulsioni, magari senza far schioccare la lingua o – ipotesi estrema – senza sospiri profondi e gemiti trattenuti. In questo caso siate senza pietà, giacché essere scoperti probabilmente farà parte della loro fantasia erotica: “Scusate, eh, però insomma... io abito qua vicino, se volete si può salire da me”.
  • I giganti: non che sia colpa loro, d'altro canto non si può far nulla contro la genetica. Ma i cinema dovrebbero attrezzarsi di seggiolini regolabili in altezza per tutti coloro che superano il metro e 80 e che impediscono la visione completa ai loro vicini posteriori. Se non volete farvi venire il torcicollo armatevi di coraggio e chiedete loro di scivolare un po' sul sedile: però se per caso portano acconciature voluminose o addirittura cappellini non abbiate pietà alcuna.
  • Il cinefilo entusiasta: e arriviamo infine a costui, che in realtà per tutto il tempo del film starà zitto e tranquillo, per poi esplodere dopo i titoli di coda, che vedrà obbligatoriamente per intero. Sarà dopo che passerà all'attacco, bloccandovi con tutti i suoi commenti e la richiesta di un vostro parere sul film. Districarvi dal suo abbraccio sarà semplice e per la risposta giusta avrete addirittura due immortali opzioni che non ammettono repliche: “Bello!” e “Brutto”, pronunciate con sguardo assente, riescono infatti a uccidere ogni entusiasmo cinefilo.
     

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