Spettacolo

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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Il labirinto del fauno

Guillermo del Toro, regista cinematografico noto per film di successo come Hellboy e Blade II, ha recentemente raggiunto l’apice della qualità e originalità con “Il labirinto del fauno”. Uscito nel 2006, il genere della pellicola non può essere facilmente etichettato. Si tratta di un film storico o piuttosto di un’opera fantasy? È rivolto ad un pubblico di bambini, o invece agli adulti?
\"\"La vicenda è ambientata nella Spagna del dittatore Franco, nel 1944. Ne è protagonista Ofelia, un’adorabile bambina sognatrice e innamorata delle fiabe. La ragazzina è costretta a lasciare la sua città per trasferirsi con la madre presso la casa del patrigno, un feroce colonnello franchista sposato in seconde nozze. Ma la nuova vita non le procura che dispiaceri. Il colonnello è un uomo arrogante e violento, impegnato nella lotta contro i partigiani e assolutamente disinteressato alla moglie e alla figlia. La madre, incinta, è tenuta costantemente sedata per le complicazioni della gravidanza, e ad Ofelia non è data la possibilità di parlarle o di passare del tempo in sua compagnia. Il tutto in un clima di paura, povertà e violenza legato alla guerra franchista e alla dittatura.
Durante le sue peregrinazioni, la piccola scopre un antico labirinto, ormai abbandonato e danneggiato dalla furia del tempo. È così che, grazie agli occhi dell’immaginazione, si trova a vivere avventure straordinarie, che le danno la possibilità di lenire le difficoltà della sua condizione e le consentono di dimenticare, anche se per poco, il suo dolore. Fino a che un avvenimento inaspettato la metterà di fronte ad una scelta difficile.
Come afferma il sito “mymovies.com”, “Del Toro ci parla di soprusi e di innocenza, di ricerca di un mondo \'altro\' in cui trovare la pace senza però rinunciare alla propria integrità di essere umano in formazione. Un film per giovani-adulti e per adulti-giovani il suo, meno facile da \'vendere\' a un pubblico ben definito ma, anche per questo, più interessante.”

Di Bruna Martini

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