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La vera storia de La bella e la bestia

LA VERA STORIA DE LA BELLA E LA BESTIA. È una delle fiabe più apprezzate e uno dei film più amati della Disney, nonché uno dei sogni più reconditi di ogni ragazza romantica (quello di poter redimere e cambiare da cima a fondo il proprio tenebroso compagno): tuttavia la vera storia de La Bella e la Bestia è poco nota al grande pubblico. In effetti si tratta di un gran peccato, perché la vicenda realmente accaduta ci mostra come certi valori non hanno neanche bisogno di essere mitizzati e trasposti in un racconto ideale per poter essere presi a esempio, o semplicemente per commuovere.

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LA BELLA E LA BESTIA, LA VERA STORIA: PEDRO GONZALES E CATHERINE RAFFELIN. La Bestia che siamo abituati a immaginare come un essere mostruoso dalle sembianze antropomorfe altri non è che Pedro Gonzales, il cui nome latinizzato e più conosciuto è quello di Petrus Gonsalvus, nobile spagnolo vissuto nel 1500. Nato a Tenerife, l'uomo era affetto da ipertricosi congenita generalizzata, volgarmente nota come sindrome del lupo mannaro: in pratica si tratta di un eccesso di crescita di peli folti lungo l'intero corpo, viso incluso. Qualcosa di simile a quanto visto nel cartone animato in effetti, ma si può pensare ai tanti personaggi – denominati come freak – che tristemente un tempo affollavano i circhi di tutto il mondo.
Discendente degli aborigeni che abitavano le Canarie e che vennero conquistati dagli spagnoli, Gonsalvus fu catturato alla tenera età di 10 anni e spedito come dono a re Carlo V di Asburgo: un assalto alla nave in cui si trovava fece però passare di mano il prezioso “carico”, che finì così alla corte di Enrico II di Valois, re di Francia.
Qui Gonsalvus riuscì immediatamente a conquistarsi la simpatia della consorte del re, Caterina de Medici, la quale amava profondamente tutto ciò che poteva apparire esotico e fuori dal normale. Per questo il ragazzo venne educato secondo tutti i crismi del tempo, ricevendo insegnamenti di altissimo livello di lingua latina e di lettere, rendendolo così un gentiluomo e quindi un nobile con l'appellattivo di Don.
A 36 anni Caterina decise che era giunto il momento di trovare una moglie al suo protetto e così gli diede in sposa Catherine Raffelin, sua damigella d'onore: quest'ultima non appena vide il suo futuro sposo svenne immediatamente, ma poco alla volta l'unione tra i due, all'inizio destinata a essere infelice, si rivelò invece fruttuosa. La donna imparò ad apprezzare la personalità dell'uomo e venne conquistata dalla sua dolcezza e cultura, e dal loro matrimonio nacquero sei figli, quattro dei quali sofferenti della stessa sindrome dalla quale era affetto il padre.
 

LA BELLA E LA BESTIA: GLI STUDI SULLA FAMIGLIA GONSALVUS. Tutta la famiglia Gonsalvus venne fatta oggetto di studi, ritratta in codici medici e volumetti di compendi “mostruosi” (termine medio che significava al tempo qualcosa da ammirare). Verso la fine del 1500 i Valois subirono un rovescio improvviso e perciò i Gonsalvus vennero spediti a Parma dai Farnese, per poi spostarsi definitivamente a Capodimonte, vicino il lago di Bolsena: qui il nostro protagonista morì a 81 anni, felice nonostante il suo aspetto fuori dal comune.
Di sicuro si tratta di una storia edificante, soprattutto perché rispetto alla fiaba Disney in questo caso non c'è alcuna trasformazione, ma solo la capacità di accettare la diversità e il desiderio di andare oltre le apparenze.

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(Foto: La bella e la bestia, courtesy of Walt Disney Feature Animation)

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