Spettacolo

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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Quando l’Oscar è una questione di (ex) famiglia…

E’ tutto pronto allo scintillante Kodak Theatre, il red carpet è stato già srotolato, l’attesa ormai volge al termine: tra poche ore avrà inizio l’82esima edizione della cerimonia di premiazione degli Academy Awards, che quest’anno è imperniata sul duello Cameron-Bigalow. Questione di famiglia verrebbe da dire, o quasi: sì perché i due registi in lizza per il premio di miglior regia e di miglior film (Avatar per il cinquantacinquenne genio canadese, The Hurt Locker per la californiana) sono stati marito e moglie nel biennio tra il 1989 e il 1991. Un rapporto ormai finito da un secolo ma che rende ancor più affascinante il duello di stasera.

Avatar è IL film della stagione cinematografica, non ci sono dubbi: una produzione titanica (perdonate il gioco di parole…), una storia entrata presto nel cuore di milioni di spettatori rimasti estasiati dai Na’vi e dal fatato mondo di Pandora. Record d’incassi (ha superato i 2 miliardi di dollari, scalzando anche Titanic nella hit parade di tutti i tempi), film che ha di fatto spianato la strada al fenomeno 3-d, Avatar ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi il premio di miglior film dall’Academy. Ma a contrastarlo (e secondo la maggior parte dei bookmakers sopravanzarlo all’immediata vigilia) c’è il già pluripremiato The Hurt Locker, film ambientato in Iraq incentrato su un gruppo di militari in missione. Un tema, quello del patriottismo e del sacrificio di guerra, che la giuria degli Oscar ha sempre tenuto in forte considerazione. La Bigalow ha dunque ottime possibilità di strappare almeno una delle due statuette, vendicandosi della sconfitta dei Golden Globe, dove è stata surclassata dall’ex marito.
Sembra virtualmente chiusa anche la corsa alla statuetta di miglior attore, dove il redivivo Jeff Bridges, con la sua toccante interpretazione di un cantante country alcolizzato in Crazy Heart dovrebbe spuntarla sull’apprezzatissimo George Clooney di Tra le Nuvole. Possibile outsider il Colin Firth di A Single Man, grande esordio dietro la macchina da presa dello stilista Tom Ford. Come miglior attrice il duello sembra riguardare Sandra Bullock e Maryl Streep ma anche qui c’è un outsider che potrebbe sconvolgere le carte in tavola: stiamo parlando della giovane Carey Mulligan, stupenda rivelazione in An Education.

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