Spettacolo

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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Watchmen, supereroi fuori dal comune

Dimenticate ogni sotto specie di archetipo sui supereroi: il tempo di Peter Parker che si arrampicava tra i palazzi con le sue ragnatele e di Clark Kent che svolazzava con il suo mantello rosso sui cieli di Metropolis è ormai giunto al termine, sono arrivati i Watchmen.

Basato sulla miniserie fumettistica della DC Comics creata da Alan Moore e Dave Gibbons, in “Watchmen” ci troviamo catapultati nel 1985, gli Stati Uniti sono governati dal presidente Nixon, al suo terzo mandato, ed il mondo è sull’orlo di una guerra nucleare tra l’America e l’Unione Sovietica, ad attirare l’attenzione è però un oscuro omicidio: si tratta di uno dei Guardiani, supereroi banditi da un decreto del governo ormai da tempo. Il tremendo episodio scatena immediatamente un quesito: chi sta cercando di eliminare i Watchmen e perché? Toccherà allora alla vecchia banda svelare il mistero: la dolce Seconda Spettro di Seta alias Laurie Juspeczyk, interpretata dalla bellissima attrice svedese Malin Akerman (“27 Volte In Bianco”), al temerario Gufo Notturno alias Daniel Dreiberg (Patrick Wilson), l’inquietante Rorschach alias Walter Kovacs (Jackie Earle Haley), lo spietato Comico alias Edward Blake, interpretato da Jeffrey Dean Morgan (“P.S. I Love You”, “Grey’s Anatomy”) ed il loro leader Dottor Manhattan/Jon Osterman (Billy Crudup), unico guardiano ad essere in possesso effettivamente di super poteri, causati da un incidente in una fabbrica nucleare.

Diretto dal visionario regista di “300Zack Snyder, quello raccontato in Watchmen è un mondo oscuro e violento ad un passo dall’apocalisse, nel quale gli stessi paladini della giustizia sono presentati il più delle volte nel degrado delle loro vite quotidiane, costretti a convivere con i loro problemi e le ferite del passato, piuttosto che con indosso uniformi e maschere nel tentativo di salvare il pianeta: “Il mondo guarderà verso l’alto e griderà: ‘Salvaci!’ E io sussurrerò: ’No!’”.

Per il film tratto dall’unico graphic novel ad aver mai vinto un Premio Hugo e ad essere inserito nella lista del Time Magazine tra i cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi, lo scrittore Moore ha dichiarato in una recente intervista che non intende essere menzionato nei titoli di coda, rimanendo fedele all’atteggiamento già assunto per “V Per Vendetta”, altra trasposizione cinematografica di una sua opera.

La pellicola, distribuita dalla Universal Pictures, è uscita nelle sale italiane il 6 Marzo e per l’adattamento del fumetto da sempre considerato infilmabile si parla già di un grande successo: a voi l’ardua sentenza!

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