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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Kakà trascina il Milan sul tetto del Mondo

Il Milan completa il 2007 da sogno conquistando il Mondiale per Club, denominazione moderna della vecchia Coppa Intercontinentale, il quarto della sua storia. Nella stagione delle rivincite, dopo il trionfo di Atene contro il Liverpool, i rossoneri cancellano un altro fantasma del passato, superando in finale per 4-2 il Boca Juniors, che nel 2003 infranse ai rigori i sogni di gloria di Maldini e compagni. L'uomo copertina dell'ennesimo trionfo della storia milanista (il diciottesimo in campo internazionale, record mondiale) non poteva che essere il Pallone d'Oro in carica Ricardo Kakà, premiato come miglior giocatore della manifestazione. Il brasiliano ha disputato una prestazione superlativa, mettendo a segno un gol e confezionando due assist, entrambi tramutati in reti da Pippo Inzaghi, che si impossessa di un altro record personale, diventando l'unico calciatore ad aver segnato almeno un gol in tutte le competizioni Fifa. Ancelotti stupisce tutti prima del fischio d'inizio schierando titolare Daniele Bonera sulla destra al posto di Oddo, con capitan Maldini sulla corsia opposta. Il Boca nei primi minuti è aggressivo, gli spazi sono angusti, ma al 21' Kakà trova lo spunto personale, con un pizzico di fortuna riesce a servire in area Inzaghi che da due passi non sbaglia. Neanche il tempo di festeggiare che gli argentini trovano l'immediato pareggio con un colpo di testa di Rodrigo Palacio, totalmente dimenticato dalla retroguardia rossonera. Si va al riposo sull'1-1, ma dagli spogliatoi esce un altro Milan: Pirlo, Seedorf e Kakà prendono possesso assoluto del centrocampo e per il Boca è nottefonda. Al 50' arriva il meritato vantaggio, a firma di Alessandro Nesta, che scaraventa in fondo al sacco una punizione di Pirlo. In campo ormai c'è solo una squadra e al 61' Yokohama si alza in piedi per applaudire il sigillo del Pallone d'Oro: Kakà parte dalla trequarti palla al piede, si beve un avversario con un'accelerazione delle sue e con un tocco di sinistro beffa il portiere boquense Caranta. E' il tripudio, la scena sognata da tutti i milanisti, che rivedono nelle gesta del brasiliano la grandezza e la classe di Marco Van Basten, l'ultimo rossonero ad aver vinto nella stessa stagione (il 1989 per l'olandese) Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea, Intercontinentale e Pallone d'Oro. Come detto però non è solo la serata del fenomeno verdeoro, ma anche quella di Superpippo Inzaghi, che dieci minuti dopo la rete del compagno di reparto, chiude i conti sfruttando ancora una volta un'intuizione del numero 22. Nel finale di gara arriva la rete del definitivo 4-2, siglata da Ledesma complice un  deviazione sfortunata di Ambrosini, e le espulsioni dello stesso centrocampista argentino e di Kaladze. Al triplice fischio del signor Rodriguez Moreno (molto discutibile la sua conduzione di gara) il cielo di Yokohama si dipinge di rossonero: il Milan sale sul tetto del Mondo, la cima dalla quale a fine stagione l'emblema di questa squadra, il capitano Paolo Maldini, lascerà il calcio giocato. La chiusura perfetta per un fuoriclasse che a 39 anni ha alzato il suo ventiseiesimo trofeo.

di Simone Gambino

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