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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

NBA, Kobe Bryant nominato Mvp

Kobe BryantIl numero uno indiscusso da anni, il campione capace di cambiare i destini di una partita, di una serie, di una stagione a suo piacimento, in grado di realizzare anche 81 punti in una sola sera (il 22 gennaio 2006 contro i Toronto Raptors, dietro solo ai 100 messi a segno dalla leggenda Wilt Chamberlain nel 1962), il primo ad accarezzare vette toccate solo dal magnifico e forse irraggiungibile Michael Jordan. Eppure, paradosso beffardo e  alquanto incomprensibile, la sua grandezza non era mai stata “ufficialmente” riconosciuta, mai coronata e suggellata dal titolo di Mvp, most valuable player, miglior giocatore. Quest’anno il tabù più grande forse della storia del basket oltreoceano è stato sfatato: Kobe Bryant si è aggiudicato il tanto sospirato premio della Lega quale miglior cestista dell’anno, la meritata ciliegina su una torta già di per sé saporitissima. Il numero 24 gialloviola ha battuto la concorrenza del più accreditato antagonista, il fenomenale playmaker dei New Orleans Hornets Chris Paul, di circa duecento punti, staccando nettamente gli altri due candidati, Kevin Garnett dei Boston Celtics e “The King” Lebron James, miglior realizzatore della stagione e destinato a vincere tanti titoli individuali nei prossimi anni.

Lo stesso Bryant ha accolto con un po’ di sorpresa il premio, che sembrava per lui ormai stregato: “Devo essere sincero, avevo perso le speranze di poter vincere questo premio, avevo fatto bene anche in altre stagioni, ma quest’anno la squadra è andata alla grande”. E’ stato forse questo il fattore che ha fatto pendere la bilancia in favore della guardia losangelina: i Lakers hanno chiuso la regular season con il miglior record ad ovest (57 vittorie a fronte di 25 sconfitte), e il marchio di Kobe sulla stagione dei gialloviola è assolutamente indelebile, da autentico leader. Bryant ha abbandonato un po’ quell’atteggiamento accentratore da superstar, per cui è stato spesso criticato dai suoi detrattori, vestendo i panni del trascinatore, capace di mettersi al servizio della squadra per migliorare i compagni e il gioco collettivo. Da stella a parte in seno al team, ad astro, più brillante degli altri ovviamente, all’interno di una costellazione. La metamorfosi di Kobe, che ha definitivamente raggiunto la maturità cestistica, è stata la forza di questi Lakers che, grazie anche al fondamentale acquisto del centro spagnolo Pau Gasol, hanno ormai guadagnato i galloni di principale antagonista dei Boston Celtics per la vittoria del campionato. Lo scenario ideale che il figlio di Joe Bryant, vecchia conoscenza del basket italiano, sogna per coronare questo 2008 da favola: “Siamo a Hollywood, questa è la sceneggiatura di un film - afferma Kobe con il premio di Mvp tra le mani - il finale perfetto sarebbe la vittoria del titolo Nba. Questo premio mi inorgoglisce tantissimo ma devo ringraziare i miei compagni di squadra, ai quali sono legato come fossero dei miei fratelli. Senza di loro non sarei riuscito a conquistarlo”.

La conferenza stampa di premiazione:

 

 

Alcune delle più belle giocate di Kobe:

 

 

 Simone Gambino

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