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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Spagna Campione, il trionfo delle Furie Rosse

Fernando Torres esulta dopo il gol che ha steso la GermaniaIl tabù è stato finalmente sfatato. La Spagna si scrolla di dosso l’etichetta di “bella e perdente” battendo la Germania 1-0 in finale, grazie a un guizzo de “El Niño” Fernando Torres, e aggiudicandosi così il secondo Europeo della sua storia. Un successo che mancava dal lontanissimo 1964, e che consacra la nazionale che si è effettivamente dimostrata la migliore tra le sedici partecipanti. Le “Furie Rosse” hanno espresso indubbiamente il gioco più piacevole e spettacolare, aggiungendo quel cinismo che era mancato nelle scorse competizioni. E’ la Spagna del capocannoniere del torneo, o “Pichichi” per dirla alla spagnola, David Villa, del giocatore premiato dalla Uefa come il migliore della manifestazione, Xavi Hernandez, del portiere più apprezzato, il capitano Iker Casillas, formidabile contro l’Italia ai quarti, e del campione che ha risolto la finale con un gol da vero rapinatore d’area, Fernando Torres. 

Il trionfo iberico è stato accompagnato da applausi e consensi da parte di tutta la stampa europea, concorde nel ritenere la selezione di Luis Aragones la formazione che più meritava questo successo. E’ stata la vittoria del bel calcio, del calcio votato all’attacco ma diligentemente equilibrato: ha vinto la squadra che ha realizzato più reti di tutte (ben 12 in sei partite) ma anche una di quelle che ha subito meno reti (solo tre, tutte nel girone). Il vero punto fermo di questa nazionale è stato il brasiliano naturalizzato Marcos Senna, che l’esperto commissario tecnico iberico ha piazzato davanti alla difesa per garantire la giusta quadratura a un undici altrimenti troppo spregiudicato. Il centrocampista del Villareal è stato uno degli uomini più acclamati dai critici, che lo hanno elogiato per il grande carisma, per il dinamismo e il senso della posizione. Ha raccolto consensi anche l’esterno David Silva, fantasioso talento del Valencia che ha disputato un Europeo ad altissimi livelli, mancando un po’ soltanto nella finale. Verrà comunque ricordata come la Spagna del duo delle meraviglie Torres-Villa, unanimemente considerata la miglior coppia gol della rassegna. Il fuoriclasse del Liverpool ha raggiunto ormai l’olimpo del calcio europeo, alzando al cielo il primo grande trofeo della sua carriera. Il suo torneo, fatto di luci e ombre, è stato reso indimenticabile da quel gol d’opportunismo che ha deciso il match contro la Germania e che ha regalato di fatto il trionfo agli spagnoli: “El Niño” è ormai l’unico antagonista di Cristiano Ronaldo per la vittoria del Pallone d’Oro, e le sue quotazioni sono in forte rialzo. Al suo fianco ha brillato la stella di David Villa, matador incontenibile nel girone con 4 reti in due partite, tra cui una tripletta alla Russia nella gara d’apertura. Il velocissimo attaccante del Valencia ha dovuto saltare la finale per uno stiramento rimediato in semifinale ma nonostante questo ha lasciato il segno nella manifestazione e nella vittoria della sua nazionale, aggiudicandosi il titolo di capocannoniere. Per molti però il vero artefice di questa grande impresa è stato il settantenne tecnico Luis Aragones, che ha già annunciato però il suo addio alla nazionale: “Questo e` un giorno felice per la Spagna – ha dichiarato “El Sabio” (“Il Saggio”), così come il ct viene chiamato in patria -, abbiamo imparato come si fa a vincere e ora possiamo guardare con fiducia al Mondiale”. Il suo successore è già pronto: sarà Vicente Del Bosque, ex allenatore di Real Madrid e Besiktas.

Simone Gambino

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