BABBO NATALE ESISTE? STORIA E ORIGINI

Babbo Natale esiste davvero? Chi da bambino non ha cercato di incontrare Babbo Natale, arrivando fino in Lapponia o magari restando in attesa nella notte della Vigilia ad aspettarlo impaziente, sognando di vederlo per potergli parlare offrendogli latte e biscotti? La vera storia di Babbo Natale (l'omone col vestito rosso), ormai un simbolo delle feste, ci riporta alla Coca Cola e al consumismo, e per non perdere l'incanto di quando eravamo piccini non ci resta che una cosa: credere ancora, almeno un po' alla leggenda di questo vecchietto magico avvolto nel mistero che ha segnato la nostra infanzia e le nostre aspettative di bimbi desiderosi di scoprire da dove veniva, come faceva a spostarsi così velocemente, chi erano gli elfi e le renne suoi aiutanti…
Certo, ora che siamo tutti un po’ più grandicelli e nella notte della Vigilia non attendiamo più, forse, la sua visita, che ne dite di indagare un po’ sulle sue origini e di fare luce su questa figura così rappresentativa del Natale? Potete davvero dire di saper rispondere alla domanda: chi è Babbo Natale?

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Storia di Babbo Natale: dalla coca cola alla Lapponia

LA VERA STORIA DI BABBO NATALE: SAN NICOLA

Tutti i bambini lo sanno: Babbo Natale è un signore paffutello e vestito di rosso che  vive al Polo Nord e la notte tra il 24 e il 25 dicembre porta i regali ai bimbi di tutto il mondo su una slitta trainata da renne viaggiando più veloce della luce. Questa immagine, però, è propria solo del mondo natalizio moderno perché la vera storia di Babbo Natale affonda le origini nella notte dei tempi: nasce sulle rive del Mediterraneo, si evolve nell’Europa del Nord e assume l’aspetto che noi conosciamo nel mondo moderno solo in tempi recentissimi nella civiltà occidentale, oltre che in America, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale.
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno, chiamato Santa Claus nei paesi anglofoni, derivano principalmente dallo stesso personaggio storico: San Nicola, vescovo di Myra (oggi Turchia), un vescovo cristiano del IV secolo. Dopo la morte, avvenuta il 6 di dicembre, la figura del santo divenne popolarissima in tutta la cristianità, ma perché diventò anche protettore dei bambini e mitico dispensatore di doni? La tradizione vuole che sia il protettore dei bambini perché riportò in vita cinque fanciulli rapiti ed uccisi da un oste o da un macellaio (a seconda delle versioni). Dunque con il tempo la figura di San Nicola ha concentrato su di sé arie credenze e tradizioni trasformandosi in un portatore di doni.
Per molti secoli, per questo, il culto di san Nicola e la tradizione di fare regali ai bambini si continuò a celebrare il 6 dicembre, come avviene ancora in diverse zone dell’Italia del Nord e dell'arco alpino, fino in Germania, ma poi la Riforma protestante, a partire dal '500, abolì il culto dei santi in gran parte dell’Europa del Nord.
A quel punto il compito di portare i doni ai piccini che venne "assegnato" dal mondo cristiano a Gesù Bambino, mentre nella tradizione popolare si risvegliarono le tradizioni riguardanti demoni e folletti, e la festa fu spostata nel periodo natalizio. Infine, nei primi decenni dell’Ottocento, si iniziò a recuperare la tradizione di San Nicola (l'appellativo Santa Claus deriva da Sinterklaas, nome olandese di san Nicola). Si arrivò così a una figura molto simile a quella del nostro Babbo Natale, almeno per quel che riguarda il ruolo.

BABBO NATALE E LA COCA COLA: STORIA DI UN VESTITO ROSSO

Verso la fine del secolo l'iconografia di Babbo Natale era legata soprattutto alle illustrazioni di Thomas Nast, grande disegnatore e vignettista politico, che, però, rappresentava il nostro benefattore come una figura simile ad un elfo con un mantello da vescovo marrone. Col passare del tempo, il mantello diventò rosso ma la figura rimase sempre piuttosto severa.
Le cose cambiarono grazie ad Archie Lee, un pubblicitario che lavorava per conto della Coca Cola e che, nel 1931 decise di optare per un babbo Natale bonario, una figura del tutto nuova: un vero Babbo Natale e non semplicemente un uomo travestito.
Il cambiamento per cui da piccoli abbiamo dormito sonni tranquilli aspettando un vecchietto rubicondo e non un magro uomo dall'aria cupa, lo dobbiamo quindi a quest'uomo che commissionò l'impresa al disegnatore del Michigan Haddon Sundblom, l'uomo che, ipsirandosi alla poesia "Twas the Night Before Christmas", ci ha regalato il nostro paffuto Babbo Natale. 

DOVE VIVE BABBO NATALE? IN LAPPONIA, OVVIAMENTE!

Questo vecchietto così irresistibile ha ovviamente portato con sé non solo un'iconografia diversa, ma anche un nuovo mondo magico e leggendario legato a Babbo Natale che, una leggenda tira l'altra, ha finito per prendere la residenza in Lapponia. Per l'esattezza il nostro caro signore in rosso vivrebbe a Rovaniemi con gnomi, folletti e, secondo alcuni, anche con un adorabile mamma Natale.

Vi sentite già più bambini? Noi stiamo già correndo a mettere i biscotti sotto l'albero accanto alla letterina!

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