FREE TO RUN: IL NUOVO FILM SULL'EMANCIPAZIONE FEMMINILE

Free to Run, “Liberi di correre” è un film documentario ambientato negli anni ’60 e narra la storia di una pratica sportiva che col tempo è diventata segno di libertà. Oggi, paragonare la corsa alla libertà ci sembra impensabile perché per noi è un hobby, uno sport che pratichiamo quotidianamente e i parchi sono pieni di gente che vanno a correre: è diventata la normalità, e non è strano vedere tanta gente che fa jogging. Purtroppo, non è stato sempre così soprattutto per le donne che non sono sempre state libere di correre e lo scopo di questo documentario è fare luce sul passato di questo sport. Scopriamo allora tutto quello che c'è da sapere su Free to run, il nuovo film che ha tutti i presupposti per essere un grande successo.

Free to Run: il nuovo film sull'emancipazione femminile

FREE TO RUN: LA PRESENTAZIONE DEL FILM DI PIERRE MORATH

Il film è stato presentato il 5 maggio alle ore 20.30  alla Triennale di Milano in occasione del Festival dei diritti umani. È un lungometraggio di Pierre Morath, storico, giornalista ed ex atleta, che il 6 maggio alla Triennale di Milano, e in occasione del Festival dei diritti umani, ha tenuto una conferenza stampa in cui, oltre a parlare di Free to run, ha parlato di altri documentari da lui girati, quali ad esempio Togo, girato durante i mondiali di calcio del 2006 in cui ha partecipato, per la prima volta, anche l’Africa che ha ospitato la manifestazione calcistica. Non è un caso che il film documentario sia stato  presentato in occasione del Festival dei diritti umani; il film, infatti, parla delle lotte che le donne hanno dovuto affrontare per conquistare l’emancipazione femminile.
 

FREE TO RUN: TRAILER E TRAMA DEL FILM

Katherine Switzer nel 1967 partecipò alla maratona di Boston, ma per farlo usò uno stratagemma; dal momento che le donne non avevano la libertà di correre, la ventunenne studentessa universitaria si iscrisse inviando come sue credenziali solo le iniziali del nome e del cognome. In questo modo la ragazza corse la sua maratona con il numero 261. Un ufficiale si accorse che si trattava di una donna e fece di tutto per tirarla fuori la gara, non riuscendoci in quanto la ragazza fu aiutata dal suo fidanzato che bloccò l’ufficiale. Katherine riuscì ad arrivare al traguardo sotto lo sguardo di fotografi e compagni di corsa e aprì le porte alla maratona a tutte le donne. A distanza di 50 anni, all’età di 70 anni, la Switzer ha partecipato nuovamente alla maratona con il numero 261; è diventata il simbolo della corsa per il mondo femminile.

Ecco il trailer:

Il famoso dj italiano, Linus, è in qualche modo protagonista del documentario Free to run perché ha prestato la sua voce alla storia. È la voce narrante del documentario, e sarà lui a raccontare la storia di Kathrine Switzer e della sua eroica impresa alla maratona di Boston.

(Foto: Free to run, courtesy of Kitchen Film)