I Savastano: ecco da quali clan reali hanno preso spunto per Gomorra-la serie

La serie tv Gomorra, tratta dall’omonimo best seller di Roberto Saviano, è un successo planetario e si ispira evidentemente a fatti di cronaca e boss della camorra realmente esistiti. La serie racconta le azioni e le storie di alcuni esponenti di spicco della camorra napoletana in un turbinio di eventi sanguinari, feroci e crudi. In molti si domandano quali e quanti punti di contatto ci siano con i clan potenti della Campania e soprattutto se i Savastano e don Pietro siano realistici o ispirati a boss davvero esistenti. Alcuni dei personaggi  della serie tv prendono ispirazione dalla realtà, vediamo allora chi sono davvero i Savastano.

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I Savastano nella realtà della camorra

Gomorra si basa, soprattutto nelle prime fasi della narrazione televisiva, sull’impero del boss di Secondigliano, Pietro Savastano che vacilla quando la sua autorità viene minata dal sorgere di complicanze, interne ed esterne al suo clan. Don Pietro, nel corso della prima stagione, un tempo roccia sulla quale si fondava l’impero camorrista, viene detronizzato. La serie si concentra quindi sulla lotta tra i clan che vede nel gruppo degli scissionisti il perno del conflitto con il vecchio boss Savastano, ripercorrendo fatti di cronaca realmente accaduti. Infatti, a fare da sfondo alla serie tv di Gomorra c’è la documentata e sanguinosa faida di Scampia che, tra il 2004 e il 2005, causò almeno 70 morti. Tutto nacque dal tradimento di Raffaele Amato, uno dei fedelissimi di Paolo Di Lauro, capo dell’omonimo clan, che cerco di eliminare il boss. Questo è il materiale di partenza utilizzato da Saviano, dai produttori e dai registi per raccontare fatti realmente accaduti e trasformati in fiction. Nomi diversi quindi, ma molte similitudini con la realtà. Va da sé che il clan dei Savastano, tra affari e lotte intestine, non esiste: la storia narrata da Gomorra la serie riprende la storia della famiglia Di Lauro e la scissione che avvenne all’interno del clan dopo l’arresto del boss Paolo Di Lauro ma con storie e nomi adattati al mondo della finzione. Realtà e fantasia quindi si intrecciano fino a creare una serie di enorme successo, venduta in circa 40 paesi.

 

Ecco chi sono i Savastano nella realtà

La serie, come è noto, nelle prime due stagioni parla di una guerra tra due famiglie, i Savastano e i Conte. Attorno a don Pietro Savastano si muovono sua moglie Imma, suo figlio Genny, e Ciro, che cercherà di scavalcarlo, anche tradendolo, tentando di emanciparsi dal clan. Spunto evidente sono i fatti di cronaca che conosciamo, quindi Paolo Di Lauro è il “Pietro Savastano” della realtà. Chiamato “Ciruzzo o’milionario” era il boss che gestiva, alla fine degli anni ’90, gran parte del traffico degli stupefacenti. Nel maggio 2006 fu condannato a 30 anni di carcere (poi ridotti a 28 nel 2011) per traffico di droga. Amato è invece Salvatore Conte che, dopo aver cercato di tradire Di Lauro, scappò in Spagna e una volta tornato in Italia decise di “mettersi in proprio” e costituire un nuovo clan insieme a Gennaro Marino. Li conosciamo come gli Scissionisti, che scatenarono una guerra di camorra senza precedenti. Da questi episodi e questi boss prendono vita le vicende dei Savastano di Secondigliano della fiction.

Pietro e Genny Savastano: ecco a chi si ispirano i loro personaggi

Pietro Savastano come Paolo Di Lauro quindi, che fu arrestato il 16 settembre 2005 a Secondigliano, nel suo feudo. Gli investigatori lo scovarono seguendo una ragazza che lo riforniva dall’esterno. Nella fiction il ruolo è ricoperto da Cristiana Dell’Anna, che interpreta la fidata Patrizia. Gennaro Savastano, detto Genny, il figlio del boss è ispirato a Cosimo Di Lauro che quando il padre fu arrestato prese le redini dei suoi traffici. All’epoca aveva 30 anni e i pentiti lo descrivono come un pazzo psicopatico che vestiva sempre di nero come Brandon Lee nel Il corvo. Soprattutto fu il mandante di decine e decine di omicidi di camorra.

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