Prison Break 5: dove eravamo rimasti

Era finito tutto a largo: dopo quattro stagioni che ci avevano tenuti con il fiato sospeso, alla fine Michael ci aveva lasciati. Su una barca i suoi affetti guardavano il DVD di addio di Michael che racconta tutto il suo affetto per loro, la tristezza per non poter essere più lì insieme al fratello, al figlio e alla moglie, ma allo stesso tempo di non avere rimpianti e di essere profondamente felice nel sapere della libertà per le persone che ama (“noi siamo liberi”). Titoli di coda. Molti avevano gridato allo scandalo, tanto che, alla fine, Prison Break è tornato.

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Niente è perduto: i nove episodi della quinta attesissima stagione di Prison Break si aprono con Lincoln che è tornato alla vecchia vita, è indebitato fino al collo e continua a pensare insistentemente al fratello; l’amata Sarah un po’ meno: la ragazza ha voltato pagina e insieme al figlio vive con un nuovo bellissimo marito. Cosa turba il ménage familiare? T-Bag, che viene scarcerato da Fox River e porta in dono una foto di Michael ancora in vita. Burrows scopre che la frase scritta sul retro della foto ha alcune lettere evidenziate, che formano la parola «o-g-y-g-i-a», il nome di un carcere nello Yemen, dove è in corso una guerra civile. “Storms, they can come back. Can’t they? Question is, if they come back, is it the same storm, or has something changed?”: questo è il grande quesito che ruota intorno alla puntata, il cambiamento di Michael influenzerà tutta la stagione?

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“Kaniel Outis” è il nome del nuovo episodio in cui Lincoln è impegnato nella ricerca C-Note per lo “sceicco della Luce”; mentre Michael e il suo compagno di cella, Whip (Augustus Prew), tentano una fuga da Ogigia. Nel frattempo, l’indagine di Sara e la ricomparsa di Michael la conduce al Dipartimento di Stato in una riunione con Paul Kellerman (Paul Adelstein).