In Italia 22mila cattedre restano scoperte: ecco le differenze tra nord e sud

È un dato di fatto, anche dopo il concorso per la scuola bandito nel 2016: da anni, al nord mancano gli insegnanti e si fa fatica a nominare i supplenti. Addirittura, come racconta il Sole 24Ore, subito dopo il ritorno tra i banchi di scuola le graduatorie di terza fascia risultano già vuote, tanto che spesso i dirigenti sono costretti a chiamare insegnanti al di fuori delle stesse. Troppi alunni e pochi prof? Cosa succede nelle scuole italiane e come va al sud? Facciamo il punto della situazione: è tempo di tirare le somme.

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Insegnanti: al nord ne mancano 22mila

Nel nostro paese risultano scoperte ad oggi, anche dopo l’inserimento a tempo intederminato di 150 mila docenti assunti, 22mila cattedre, assegnate ai supplenti. È davvero assurdo, dal momento che è recente il concorsone della scuola che avrebbe dovuto regolamentare il reparto insegnanti. Le carenze però sono evidenti e quasi paradossali. Facciamo un bilancio, numeri alla mano, per rendercene conto. Partiamo con la situazione nell’Italia del nord, dove si registrano più alunni ma meno insegnanti. Tra questi, la maggior parte (addirittura circa l’80%)  risiede ancora al sud e attende la mobilità per essere trasferito (ma chissà se e quando) verso casa. Prendiamo ad esempio alcuni casi: in Lombardia su 12.700 cattedre da assegnare 8.240 sono rimaste vuote. Il problema consiste nel fatto che al nord le graduatorie sono ormai esaurite, soprattutto per le classi di concorso più gettonate , grazie anche alle assunzioni degli ultimi anni. Anche gli abilitati scarseggiano ma mancano soprattutto i docenti di matematica, e in generale di scienze, soprattutto alle medie. La carenza di professori di scienze e matematica si fa sentire all’interno del sistema scolastico italiano. Pensate, in Piemonte si sono presentati alla selezione per queste materie solo 383 candidati quando i posti erano 552. Al si là di quanti, alla fine, abbiano ottenuto il posto, i numeri parlano chiaro: è emergenza prof., soprattutto nel nord.

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Mondo scuola: professori in eccesso al sud

Diverso al sud, dove nell’anno 2015/2016 i candidati sono stati più dei posti messi a disposizione. La situazione è aggravata dal fatto che gli alunni sono diminuiti notevolmente e di conseguenza anche il numero degli insegnanti necessari. Sì, la situazione, anche nel meridione è paradossale, se poi aggiungiamo anche il fatto che 22.087 cattedre saranno coperte con supplenze lunghe la situazione si complica. Tra l’altro, il reportage del Sole 24Ore rispecchia una situazione sotto gli occhi di tutti: ci sono moltissimi insegnanti del sud che vogliono tornare nel sub per lavorare e non è facile, visti i tempi.

Insegnamento e lavoro: le supplenze

Infine, diamo i numeri anche sul mondo delle supplenze, anche in questo caso poche al nord, troppe al sud. Anzhe se, dati alla mano, gli incarichi lunghi si assestano intorno alle 82.500 unità, comprese le 40mila deroghe sul sostegno, i numeri sembrano in diminuzione (inferiore ai 125.211 supplenti dello scorso anno). Siamo per la prima volta sotto le 100mila unità. Per concludere, anche il numero delle assegnazioni provvisorie è variato: coloro che verranno spostati in un istituto vicino casa si attesta sui 12.100 docenti, in calo rispetto ai circa 30mila insegnanti del 2015/2016.

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