Istat 2017: i ragazzi sono sempre più poveri

Avete presente l’hashtag #maiunagioia? Lo usiamo spesso, spessissimo sui social anche in modo paradossale, ma in realtà è un’espressione molto rappresentativa della situazione delle ultime generazioni. Anche senza essere economisti, la maggior parte di noi ha capito che le prospettive dei giovani italiani una volta terminati i percorsi scolastici non sono delle più floride: tirocini dopo tirocini, esperienze lavorative gratuite, lavori sottopagati, invio di CV senza risposte, contratti precari, sono tutte realtà che i ragazzi che oggi si affacciano sul mondo del lavoro conoscono. E purtroppo i dati Istat 2017 ci rivelano che la tendenza è negativa: mentre la povertà in termini assoluti è rimasta stabile rispetto al 2015, i giovani italiani stanno diventando sempre più poveri. Questo non vuol dire però arrendersi: è importante capire i fenomeni, ma cercare poi di darsi da fare per migliorare la nostra condizione! In ogni caso, cerchiamo di capire cosa ci mostrano i dati Istat.

Istat 2017: povertà assoluta e povertà tra i giovani

In termini assoluti, la povertà in Italia è rimasta stabile tra il 2015 e il 2016. Secondo gli ultimi dati Istat 2017, diffusi il 13 luglio 2017, nel 2016 sono state 1 milione e 519 mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta (ossia 4 milioni e 742 mila individui), rimanendo sugli stessi valori dell’anno precedente. Tuttavia, è aumentata l’incidenza delle povertà assoluta, salita al 26,8% (contro il 18,3% del 2015) tra le famiglie con 3 o più figli minori, così come è aumentata tra i minori, passando dal 10,9% al 12,5%.

Istat 2017: povertà giovanile triplicata in 10 anni

I dati Istat 2017 rivelano che nel 2016 i minori in condizione di povertà assoluta erano 1 milione 292 mila, pari al 12,5%, mentre i giovani tra i 18 e i 34 anni 1 milione e 17 mila (10%), contro i 510 mila anziani (3,8%). Rispetto al 2005, l’incidenza della povertà dei giovani è triplicata, passando dal 3,1% al 10%, e lo stesso vale per i minori – dodici anni fa l’incidenza della povertà assoluta era al 3,9%. La stessa tendenza si registra negli adulti tra i 35 e i 64 anni (da 2,7% del 2005 a 7,3%) mentre sta diminuendo tra gli anziani (da 4,5 del 2005 al 3,8% oggi).

Ovviamente, ci sono poi da considerare alcune variabili, incluso il genere, la regione di appartenenza (al Centro e al Sud la povertà registrata è maggiore che al Nord), la professione svolta e il titolo di istruzione (il tasso di povertà assoluta scende da 8,2% a 4% se una persona è diplomata invece che solamente in possesso della licenza di terza media).