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Come scrivere una tesi di laurea

COME SCRIVERE UNA TESI DI LAUREA. Spesso molti studenti universitari, in particolare alle soglie della laurea triennale, si ritrovano a non saper proprio come scrivere una tesi, non sanno da dove cominciare, e soprattutto vengono lasciati allo sbaraglio dai propri relatori. Una tesi di laurea, anche se di poche pagine, necessita di un lavoro abbastanza lungo, caratterizzato da un primo momento di ricerca, un secondo di scrittura, e un terzo di rifinitura. Ecco perché non bisogna ridursi alle ultime settimane, rischiando di avere come risultato un elaborato finale improvvisato e senza un nesso logico. In questo post vi illustrerò come scrivere una tesi, partendo dalla ricerca bibliografica e finendo con la stesura e rifinitura finale; ma per prima cosa valutiamo bene chi scegliere come relatore, e su quale argomento realizzare la tesi.

TESI DI LAUREA. Come scegliere il relatore per la tesi di laurea. Partiamo dagli albori: mi mancano pochi esami, devo cominciare a pensare a quale professore chiedere la tesi. Chi scelgo e in base a cosa scelgo? Mettendo da parte il fatto che un professore sia simpatico o che sia un luminare nel proprio campo, il relatore perfetto deve avere queste due caratteristiche:

• disponibilità: un buon relatore deve avere il tempo di seguire il nostro lavoro, quindi scartiamo già coloro che hanno troppi tesisti o che hanno molti impegni.

• serietà: non ci sono solo studenti che non studiano, ma ci sono anche lavoratori che non fanno bene il proprio lavoro! Selezioniamo il relatore osservandolo durante il suo lavoro: salta spesso le lezioni? è superficiale in ciò che fa? Oppure è preciso e mette un grande impegno in tutto?

Inoltre, scegliamo anche in base alla materia, tenendo in considerazione le nostre capacità in un determinato ambito, com'è andato l'esame, se abbiamo seguito o meno il corso e ci è piaciuto.
 

COME SCEGLIERE L'ARGOMENTO DELLA TESI DI LAUREA. Dopo la prima importante decisione, a questo punto ci si prospettano davanti due opzioni: proponiamo noi l'argomento della tesi, oppure ascoltiamo cosa ha da suggerirci il relatore. Molti infatti tendono ad affidare ai propri tesisti alcuni studi e ricerche che stanno portando avanti o che hanno intenzione di cominciare, e accettare la proposta del relatore significherebbe prendersi sì una grande responsabilità, ma nello stesso tempo significherebbe anche entrare nelle sue grazie.
 

COME SCRIVERE UNA TESI: FASI. Ecco quali fasi bisogna seguire per scrivere una tesi di laurea perfetta:

Tesi di laurea. Fase 1: ricerca bibliografica. Adesso abbiamo un relatore e un argomento, ma per cominciare a lavorare sulla nostra tesi abbiamo bisogno di documenti su cui basare i nostri studi. In genere bisognerebbe fornire al tesista una bibliografia da cui partire, ma molti professori non lo fanno, o tante volte gli studi su un determinato argomento sono scarsi e bisogna partire da zero. In ogni caso, bisogna effettuare una ricerca accurata, a cui dovremo dedicarci anche per settimane. 

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo di dover scrivere una tesi su un rituale greco antico, precisamente su un tributo degli antichi Locresi, i quali dovevano inviare ogni anno un certo numero di faciulle alla città di Troia. Abbiamo un solo documento di partenza: Graf, "Die lokrischen Madchen": studi Storico-religiosi, 2 (1978). Leggiamo allora il documento (chiediamo una traduzione se è in una lingua straniera che non conosciamo), e facciamoci un'idea preliminare. In qualsiasi articolo o saggio che consulteremo, troveremo una bibliografia: è da qui che inizieremo la nostra ricerca! La ricerca inizialmente può essere fatta anche su internet, in quanto le biblioteche hanno i cataloghi consultabili online. Una volta accertati che ciò che ci serve si trova in una o più biblioteche, rechiamoci sul posto, consultiamo tutto e facciamo le fotocopie di quello che ci serve, così possiamo sottolineare e fare delle annotazioni. 

Più leggiamo, e più ci accorgiamo che bisogna proseguire la ricerca per rendere la nostra tesi più completa. Tornando alla nostra tesi-esempio, siamo partiti dall'analisi del rituale antico da parte di uno studioso, Graf. Nel corso della lettura di questo e delle fonti bibliografiche citate dallo studioso, ci accorgiamo che serve altro: teorie di altri studiosi per fare un confronto, le fonti antiche sul tributo dei Locresi, le cause del tributo da ricercare sempre nelle fonti antiche. Iniziamo allora a fare una ricerca anche attraverso alcune parole chiave che riscontriamo nel corso delle prime letture: nel nostro caso cerchiamo "tributo dei Locresi a Troia", "Aiace e Cassandra" e così via. 

Dopo settimane di ricerche, ci ritroviamo a questo punto con un bel po' di materiale consultato. Scartiamo quello che non serve, rileggiamo tutto con attenzione e se lo riteniamo utile, schematizziamo tutte le fonti consultate. Ricordiamoci inoltre di segnare sempre per ogni documento l'autore, il titolo, il luogo e l'anno di uscita, poiché tutto ciò ci servirà per la stesura della bibliografia finale.
 

Come scrivere una tesi. Fase 2: stesura iniziale della tesi. Siamo giunti alla seconda fase di questa guida su come scrivere una tesi di laurea: la stesura della tesi. La prima regola da seguire è: mai iniziare a scrivere partendo dall'introduzione! L'introduzione serve a dare una panoramica di tutto il lavoro svolto e di tutto quello che è presente all'interno dell'elaborato finale, quindi va assolutamente fatta alla fine.

Sulla base del materiale che abbiamo raccolto, facciamo innanzitutto uno schema di lavoro, in modo da avere una struttura base da cui partire. Proviamo a fare uno schema per la nostra tesi-esempio:

1. Le cause del tributo locrese: il mito della colpa di Aiace, le fonti del mito, le interpretazioni del mito

2. Il tributo dei Locresi: le fonti, caratteristiche del tributo, il numero delle fanciulle inviate a Troia, interpretazioni del tributo

3. Confronto con i riti di passaggio e il capro espiatorio

Dividiamo allora tutto il materiale che abbiamo secondo questi tre punti dello schema, e iniziamo a scrivere partendo dal primo punto, vale a dire il primo capitolo. Ovviamente, i titoli dei capitoli e la suddivisione in paragrafi nella prima stesura saranno provvisori, dunque come prima cosa cerchiamo solamente di inserire tutte le informazioni che servono. Dopo aver terminato di scrivere il primo capitolo, rileggiamolo, suddividiamo in paragrafi e mettiamo un titolo appropriato. 

Lavoriamo in questo modo anche con i capitoli successivi, e se abbiamo dubbi rivolgiamoci al relatore. Durante questa fase tutto è provvisorio: il relatore leggerà ogni capitolo, correggerà qualcosa, aggiungerà o toglierà elementi, cambierà i titoli. 

Dopo aver terminato i capitoli, passiamo all'introduzione: presentiamo il lavoro riassumendo il contenuto della tesi, descrivendo le difficoltà che abbiamo riscontrato e citando alcuni dei documenti più importanti.

Poi passiamo alle conclusioni: qui si riassume brevemente il fulcro di tutto il percorso lavorativo, traendo delle conclusioni in base ai documenti consultati e formulando eventuali ipotesi personali.
 

Tesi di laurea. Fase 3: come impostare le pagine della tesi. Nella fase 3 di questa guida su come scrivere una tesi vediamo come impostare e organizzare pagine e testo. Uniamo tutti i capitoli, introduzione e conclusione in un unico file, ed impostiamo le pagine secondo le indicazioni forniteci dalla segreteria. Se non abbiamo indicazioni specifiche, possiamo impostare la tesi nel modo seguente:

♦ Margini: per una questione estetica, è opportuno lasciare margini abbastanza ampi: margine superiore 4,5 cm, margine inferiore 4 cm, margini laterali 3 cm.

♦ Allineamento del testo: giustificato.

♦ Interlinea: se la tesi è molto lunga, meglio singola, altrimenti va bene anche doppia.

♦ Carattere: il carattere più indicato è il Times New Roman, corpo 12, ma possiamo scegliere qualsiasi carattere su word, l'importante è che sia chiaro e leggibile. Se vogliamo mettere in risalto una parola o una frase, utilizziamo il grassetto. I tioli delle opere citate vanno invece messi in corsivo.

♦ Titoli: il titolo del capitolo va messo centrale, in stampatello, grassetto, corpo 18 o comunque più grande rispetto a tutto il testo; i titoli dei paragrafi vanno sempre messi in evidenza, quindi in grassetto, corpo 14, e vanno numerati.

♦ Note: per inserire una nota, clicchiamo alla fine della parola, andiamo a "inserisci", e poi a "note piè pagina". Nel piè pagina comparirà il numero corrispondente, e lì si potrà scrivere la nota.

♦ Citazioni: le citazioni vanno espresse in corsivo e tra virgolette; inoltre, ricordiamoci di inserire la fonte nelle note.

♦ Interruzione di pagina: alla fine di ogni capitolo, clicchiamo su "interruzione pagina". Ciò serve a dividere alcune sessioni all'interno di un unico file, così da non ritrovarci la fine di un capitolo e l'inizio di un altro nella stessa pagina.

♦ Numerazione: la numerazione ideale è in basso a destra, più pratica e ordinata. Per inserire il numero di pagina bisogna andare su "inserisci" e poi cliccare su "numeri di pagina" e "formato". 

♦ Punteggiatura: anche la punteggiatura è molto importante, e non tutti sono in grado di utilizzarla al meglio. Ecco qui alcune regole di base:

- all'interno delle parentesi e delle virgolette non si lascia lo spazio: si scrive (Aiace) e non ( Aiace )

- virgole, punti, due punti, punto e virgola, punto esclamativo e punto interrogativo vanno messi attaccati alla parola che li precede: Aiace, Cassandra e non Aiace , Cassandra o Aiace ,Cassandra

♦ Indice: il dramma di tutti i tesisti! Numeri di pagina non allineati, punti che non combaciano ... Innanzitutto, l'indice si scrive alla fine, è compreso nella numerazione delle pagine ma il numero di pagina non dovrà essere visibile. Se non si è molto pratici, si possono utilizzare dei sommari predefiniti, cliccando su "inserisci" e poi su "indici e sommario". Se invece si vuole impostare l'indice manualmente, inseriamo una tabella a due colonne nella pagina: nella colonna di sinistra metteremo i titoli, in quella di destra le pagine. Ricordiamoci poi di rendere i bordi della tabella invisibili!

♦ Bibliografia: la bibliografia è la parte più importante, sia perché è la prima cosa che la commissione legge, sia perché spesso è l'unica cosa che la commissione legge! Essa va impostata in ordine alfabetico, anche se alcuni relatori preferiscono l'ordine cronologico. Per rendere il lavoro più snello e ordinato, conviene mettere all'interno delle note un riferimento bibliografico breve, composto da Cognome + Anno, che rimandi poi alla citazione completa nella Bibliografia:

Girard 1972 = R. Girard, La violence et le sacré, Paris 1972

La citazione bibliografica di un libro deve essere composta da: autore, titolo dell'opera in corsivo, luogo e anno. La citazione di un articolo, invece, deve avere autore, titolo dell'articolo tra virgolette, titolo e numero della rivista, anno e pagine:

Graf 1978 = Graf, "Die lokrischen Madchen": Studi Storico-religiosi, 2 (1978)

♦ Frontespizio: in genere le università forniscono il frontespizio già impostato in cui bisognerà aggiungere la facoltà, il corso di laurea, il titolo finale della tesi, nome e matricola del candidato, nome del relatore e anno accademico. 

♦ Dedica e Ringraziamenti: se vogliamo, possiamo dedicare il nostro lavoro ad una o più persone, ed infine ringraziare chi ci ha sostenuti durante gli anni universitari e l'elaborazione della tesi. La dedica va messa all'inizio, subito dopo il frontespizio, mentre i ringraziamenti vanno inseriti alla fine. 

Una volta che abbiamo scritto e impostato tutto, riguardiamo tutto il lavoro e correggiamo alcuni errori. Alla fine di tutto, la nostra tesi dovrà risultare organizzata in questo modo:

1. Frontespizio 

2. Dedica

3. Indice

4. Introduzione

5. Capitoli

6. Conclusioni

7. Ringraziamenti

8. Bibliografia

Scopri di più! Leggi: Come si fa la bibliografia

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