Orientamento

  • Pubblicato il:
  • Scritto da: Redazione

Orientamento universitario: Graphic Design

Tra le nuove professioni più accattivanti troviamo senza dubbio il graphic designer,  il “progettista della comunicazione visiva”. Il suo ruolo prevede l’ideazione di strumenti di comunicazione e la creazione di immagini e linguaggi, che siano in grado di trasmettere efficacemente messaggi e valori, coniugando i mezzi linguistici tradizionali all’uso delle tecnologie digitali e multimediali. Il graphic designer ha dunque il compito di comunicare al pubblico un messaggio nel modo più chiaro possibile, utilizzando testo e immagini. Si abbinano dunque le doti creative alle conoscenze tecnico-produttive.

Il corso di laurea in graphic design è triennale ed è attivo in molte città italiane. Per scoprire caratteristiche, sbocchi professionali e prospettive abbiamo chiesto aiuto a Dario Accanti, graphic designer, docente e coordinatore dei corsi di grafica presso l’Istituto Europeo di Design.
1) Come si struttura il corso?
Il corso di Graphic Design di IED è triennale ed è strutturato in modo simile alle Accademie. Sono previsti circa 25 esami nel triennio, con una tesi di diploma finale. Ogni anno vengono acquisiti 60 crediti per un totale di 180 crediti analogamente alle altre Università italiane ed europee. Questi gli aspetti “tecnici”. Chi volesse conoscere nel dettaglio i piani di studio li trova spiegati sul sito IED (QUI il link al piano di studio)
2) Quali sono le materie principali del corso di laurea?
Il corso ha forti caratteristiche di laboratorio progettuale: le discipline di progettazione grafica costituiscono un filo conduttore dal primo al terzo anno, via via approfondendo le tematiche, ramificando le aree di intervento e arrivando ad un alto livello di simulazione professionale che prevede anche il confronto diretto e la collaborazione con aziende per lo sviluppo di progetti di ricerca. Le aree sono sia quelle tradizionali del graphic design - ovvero l’identità aziendale e di prodotto, la grafica editoriale, il packaging - sia quelle legate ai new media e al digitale: web design, interaction design, video, motion graphics, tv.
Parallelamente a questi laboratori di progetto si acquisiscono da un lato conoscenze di carattere storico-critico, socio-economico, strategico, metodologico, tecnico-produttivo – aspetti fondamentali per la professionalità del progettista di alto profilo che IED ha l’obiettivo di formare – e dall’altro lato gli strumenti tecnici, i software, dapprima i sw base per la gestione delle immagini (Photoshop), per il disegno vettoriale (Illustrator) e per l’impaginazione (Indesign) e poi quelli finalizzati al web, all’animazione, al video editing, alla grafica televisiva, alla modellazione 3D.
3) C’e’ bisogno di specifiche conoscenze pregresse?
No, la formazione specifica alla professione di graphic designer parte sostanzialmente da zero. Naturalmente è necessaria una formazione culturale di base di livello scuola superiore. Inoltre si da per scontato che lo studente sappia utilizzare un pc (meglio se Mac), internet e posta elettronica.
4) Quali professioni posso svolgere con una laurea in graphic design?
Fondamentalmente… il graphic designer, ma questo è ovvio. Definire in modo articolato i campi di intervento di un graphic designer oggi richiederebbe un discorso molto lungo, diciamo che, semplificando, il graphic designer opera in studi grafici (in proprio o collaborando con altri), nei reparti comunicazione e design di aziende, in case editrici, in web agency, in agenzie di pubblicità, in strutture di produzione televisiva. Che cosa faccia nei rispettivi casi, credo sia abbastanza intuitivo.
5) Quali sono le prospettive lavorative? Con che facilita' si riesce a trovare lavoro una volta terminato il corso?
I diplomati in Graphic Design che escono da IED a Milano sono mediamente 50-60 all’anno. L’ufficio IED che si occupa delle segnalazioni di nominativi ad aziende, studi e agenzie che li richiedono a fini di collaborazione, stage, assunzione ecc. riceve circa 200-250 richieste all’anno. Questo comporta che, nell’arco di 4-5 mesi dal diploma, praticamente tutti gli studenti hanno trovato opportunità di lavoro. Naturalmente, all’inizio spesso si tratta di stage poco retribuiti ma chi dimostra di avere qualità e motivazioni in tempi brevi ha opportunità di crescita sia nella qualità del lavoro che nel livello di guadagno.
6) Quali sono le principali realta' del ramo esistenti nel nostro paese e che cosa realizzano?
In Italia, tradizionalmente, gli studi grafici sono sempre stati strutture piccole, con pochi addetti, di carattere professionale più che imprenditoriale. Ci sono state anche esperienze di studi associati di dimensioni medie o medio-grandi – che preferisco non citare per non rischiare di far torti o dimenticare qualcuno – ma sono numericamente marginali rispetto alla grande quantità di piccoli professionisti che operano principalmente a Milano e in altre grandi città ma ormai anche in modo abbastanza diffuso su tutto il territorio. Una tendenze recente vede aggregarsi in modo flessibile molti professionisti, soprattutto giovani, configurando di volta in volta dei network, dei gruppi di lavoro multidisciplinari in grado di affrontare progetti che per dimensioni o complessità sarebbero impraticabili per il singolo o per il piccolo studio.
7) Perche’ uno studente dovrebbe optare per il corso di laurea in graphic design?
Se la domanda è riferita al corso IED, perché IED è stata la prima struttura formativa in Italia a occuparsi di design nelle sua varie aree ed ha quindi acquisito e consolidato, in oltre 40 anni, un’esperienza e una competenza che pochi altri possono vantare. E’ inoltre un network internazionale – 6 sedi in Italia, 2 in Spagna, 1 in Brasile, altre in apertura in varie aree del mondo - pur restando di proprietà italiana. E infine dal 2010 ha ottenuto da Ministero (MIUR) il riconoscimento del titolo di studio come Diploma Accademico.
In linea generale, invece, la risposta è più difficile. Verrebbe da dire “perché mi interessa”, ma forse non basta. Possiamo aggiungere che la comunicazione visiva entra sempre più in ogni istante della vita quotidiana di ognuno di noi e, con la costante evoluzione del “mondo digitale”, gli strumenti e i linguaggi a disposizione del progettista saranno sempre di più, per cui chi saprà gestirli con cultura e intelligenza avrà occasioni di lavoro e di guadagno. E, aggiungo, avrà un ruolo e una responsabilità sociale importanti.
E poi perché è una professione che permette tanti approcci differenti: da chi è più “creativo” a chi è più “strutturato”, da chi ama il profumo dei libri stampati allo “smanettone” che vive tra pc e tablet, da chi è bravo a disegnare a chi non esce di casa senza una videocamera. In fin dei conti non c’è un perché solo, quindi “perché mi interessa” forse è la risposta giusta.

Commenti

Commenta Orientamento universitario: Graphic Design.
Utilizza FaceBook.