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Studiare design a Torino: come diventare un maestro del made in Italy

Disegnare le linee eleganti e agili di una moto fiammante. Progettare gli interni di un'automobile, curandone i minimi dettagli. Studiare il design giusto per un treno o quello di un lussossimo yatch. Non è difficile trasformare i tuoi sogni in realtà. Ti piacerebbe intraprendere una carriera nel settore del Transportation Design?

Nella vivace e stimolante Torino, patria dell'industria automobilistica italiana, fucina di talenti e innovazioni, l’Istituto Europeo di Design ha dato vita al corso triennale post-diploma in Transportation Design, che ha l’obiettivo di preparare professionisti che si occupano della progettazione dei principali mezzi di trasporto, in particolare moto, yacht e treni. 

Abbiamo parlato di Design e dell'importanza di studiare a Torino per un giovane creativo con Andrea Filippi, un brillante Industrial Designer, insegnante e coordinatore del corso di laurea in Product Design. Andrea ci ha introdotto ai corsi triennali di IED Torino, facedoci innamorare del suo background culturale e non solo...

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Il corso triennale post-diploma in Transportation Design è il fiore all’occhiello di IED Torino. Vogliamo descrivere brevemente ai nostri studenti quali sono le caratteristiche fondamentali di questo corso.
Si, un fiore all'occhiello, un punto di riferimento internazionale per il car design! Il primo pensiero suscitato dalla domanda e' stato: '' basta farsi un giro in qualsiasi Centro Stile da FIAT a Ducati, passando per Ferrari... per trovarci sempre un gruppetto di ex IED Torino!''
Il Corso è inserito perfettamente nel cuore del dialogo che c'è tra formazione e lavoro, in un contesto dove il talento, la capacità di rimanere stilisticamente e tecnicamente all'avanguardia e la forza del lavoro in un team motivato dalla passione, sono le colonne portanti dell'innovazione necessaria alle aziende per competere in questo settore.

Le figure in uscita dal corso sono due il Car Designer e il Trasportation Designer, di cosa si occupano e quali sono le differenze.
Senza cadere nell'ovvio bisogna sottolineare che nel mondo della mobilità, l'automobile (Car) si distingue per diffusione e fatturato, non è solo un prodotto tecnicamente complesso ma quasi  un soggetto sociale la cui filiera si è evoluta (sotto la spinta di una concorrenza sempre piu' internazionale) per raccogliere quel carico di responsabilità sensoriale/espressiva che il mercato le attribuisce. Anche nel design troviamo quindi una specializzazione che altri prodotti non vedranno mai; fra i car designer troveremo il team che si occupa degli interni dell'auto e un altro team che si occupa degli esterni il tutto ovviamente coordinato da un unico progetto che nasce scelto tra mille e modificato per rispondere alle esigenze industriali e normative tra le quali spicca per importanza la sicurezza.
Molto diversi sono invece gli altri settori della mobilità che lo IED Torino ha voluto raccogliere in un corso dedicato alla figura del transportation designer dove si analizzano i mezzi di trasporto alternativi all’auto: Bike, Yacht, Train. Tre settori di primaria importanza ma con peculiarità profondamente diverse tra loro e il mondo dell'auto. Il designer ha uno spettro creativo più ampio, meno specializzato e si occupa di mobilità alternativa, dalla più democratica e diffusa alla più lussuosa e ricercata senza dimenticare il ruolo sempre più importante nella nostra società dei mezzi per il trasporto di massa, dove i treni sono esempio di recente innovazione.

Infine due figure molto diverse, la prima una sorta di alchimista dei volumi in grado di muoversi tra percepito sociale e messaggi subliminali..., la seconda invece un creativo trasversale in grado di esprimere forme dinamiche adatte, innovative ma ben radicate nell'immaginario collettivo dove esistono in forma stereotipata.

Ai giovani talenti che vogliono avvicinarsi alle professioni creative o intraprendere una carriera nel mondo del Design, Ied Torino propone un’offerta formativa vasta e stimolante. Vuole parlarci dei punti di forza di questi corsi.
Non ho dubbi a riguardo, il punto di forza principale si trova nella particolare relazione che c'e' tra scuola e lavoro all'interno di IED Torino. Ci sono due canali attraverso i quali avviene questo travaso continuo di conoscenze: per primo quello dei docenti che sono professionisti attivi sul mercato e portano la scuola di Design ad essere al passo coi tempi e quindi in grado di formare designer preparati e adatti alle esigenze del mercato; a questo si affianca l'incessante attività di scambio con aziende 'committenti' vere e proprie con le quali IED stabilisce un rapporto di collaborazione finalizzato alla ricerca di nuovi prodotti/servizi/soluzioni (lato azienda) e alla simulazione di un'esperienza progettuale realistica (lato studente). Questa in sintesi e' la caratteristica trasversale a tutti i corsi, la base sulla quale si sviluppano i programmi didattici e tutti quei contributi formativi extra che IED Torino offre come workshop, seminari e conferenze durante i quali la scuola diventa un portale di scambio con l'esterno.

E' così che i nostri corsi possono vantare collaborazioni progettuali con brand di settore noti o emergenti, Alessi per Product Design, Citta di Torino per Interior Design, Ferrari per Car Design e Honda per BYT: esempi di tesi negli ultimi anni nell'area design.

Quali competenze e qualità deve possedere un designer che si affaccia sul mercato del lavoro nel 2013, rispetto ai designer della generazione precedente?
Dal mio punto di vista, parlo come designer e imprenditore prima che come docente e coordinatore del Corso di Diploma Accademico in Product Design, i giovani designers di oggi devono essere preparati in settori o campi che hanno visto la luce di recente: penso alla stampa 3d, all'oggetto connesso (magari al social network), all'interattività... penso alla realtà imprenditoriale di Arduino per rimanere in Piemonte e più in generale a tutto il sistema partecipativo generato dalla rete e che ha dato vita ad esempio a piattaforme di crowdfunding; penso anche a tutti i materiali e le tecnologie innovative degli ultimi anni: dai polimeri batterici biodegradabili al led fino al grafene (il materiale più sottile e resistente al mondo, premio Nobel); penso infine anche all'approccio alla 'materia umana' dove il designer di oggi deve possedere una visione più internazionale e capace di dialogare con i cambiamenti tecnologici, sociali e ambientali.

Intraprendere la carriera del designer in una città come Torino, patria della Fiat, e di moltissime altre aziende simbolo del made in Italy e del design italiano nel mondo, può essere considerato un valore “formativo” aggiunto in termini di ispirazioni e modelli da seguire?
Se il Design lo immaginiamo come 'traspirazione' diventa lampante il suo legame  con il territorio e con l'ambiente socio-culturale che lo ospita e di cui diventa espressione. In questo senso Torino e Piemonte hanno un forte carattere formativo: nell'auto non c'è distretto più sviluppato e rappresentativo, qui c'è il cuore pulsante dello 'stile' del gruppo FIAT e una rete fittissima di imprese che forniscono ricerca, tecnologia, progettazione e produzione. Il fatto poi che molte delle realtà aziendali del territorio abbiano forma e mercato internazionali costringe ad un continuo aggiornamento delle competenze. Di ispirazioni e modelli da seguire ce ne sono molti (non dimentichiamoci di Olivetti) ma l'impronta che rimane è quella dell'innovazione. Dall'aerospazio alla meccatronica passando per  ceramiche e tessuti senza dimenticare il 'food' e l'architettura, Torino e Piemonte offrono  un panorama ricco e inaspettato. Senza parlare del lato culturale e della storia delle tradizioni che qui hanno il sapore di un Made in Italy originale.

E dal punto di vista degli sbocchi professionali? Nel contesto economico e sociale di Torino, ricco non solo dal punto di vista industriale e tecnologico, ma anche da quello culturale e artistico, c’è spazio per i nuovi talenti del design made in Ied?
 IED Torino forma giovani designers in grado di esprimersi e competere in contesti e sfide diverse, sia quelle offerte dal  territorio e dalle  eccellenze italiane (moda, design, auto...) che quelle più numerose che si trovano nel mercato Europeo e in quello Internazionale con un occhio puntato sui BRIC.
Mi piace chiudere citando il lato culturale e artistico di Torino che ritengo dia allo spirito della città quel taglio di indipendenza, innovazione e magia necessari a formare e accogliere anche i designers più estremi, sopra le righe o underground.

 

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