Regole Grammaticali

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  • Scritto da: Giuseppe Schipani

Accento: come e dove indicarlo

ACCENTO: COME E DOVE INDICARLO. Per definizione l’accento o accento espiratorio indica il rilievo che una sillaba all’interno di una parola assume rispetto alle altre. Questo si caratterizza con una particolare forza espiratoria. In italiano l’accento si può trovare dall’ultima alla sestultima sillaba. In molti casi è proprio l’accento a distingue gli omografi, ossia le parole che si scrivono allo stesso modo e che se non fossero contraddistinte dall’accento in una particolare posizione andrebbero confuse.

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COME SI USA L'ACCENTO? LA REGOLA GRAMMATICALE. In questo post ci occuperemo soprattutto di quello che viene definito accento grafico, ossia l’accento che deve essere necessariamente indicato.

In particolare l’accento va espresso:

• Sui polisillabi tronchi: quaggiù, sentirà. L’accento va anche su ventitré, gialloblù e nontiscordardimé, ossia su parole composte da monosillabi che normalmente non vogliono accento (tre, blu ecc…)

• Sui monosillabi che rischierebbero di confondersi: (indicativo di dare)/da (preposizione); è (verbo), e (congiunzione); (avverbio)/la (articolo); (avverbio)/li (pronome); (congiunzione)/ne (pronome); , pronome tonico (pieno di sé)/ se pronome atono (se ne vanta); (avverbio), si (pronome); (bevanda)/te pronome

• Nell'espressione "sé stesso", il pronome sé si scrive con  l'accento. Tuttavia, la dicitura "se stesso" è anche corretta, in quanto "stesso" chiarisce già il significato di pronome. 

• Sui monosillabi: ciò, già, giù, più, può

• Perché e simili vogliono l’accento acuto, ossia verso destra: benché, finché, purché, affinché, giacché, poiché, né, cosicché

• Terze persone singolari del passato remoto di verbi come battere, potere, ripetere: batté, poté, ripeté

• È bene indicarlo su parole omografe in determinati contesti in cui potrebbero confondersi:

àncora della nave/ non hai ancóra finito

effetti benèfici/ benefìci delle vacanze

il circùito di formula uno/ il ragazzo è stato circuìto

Cosa desìderi mangiare?/ I tuoi desidèri sono ordini

Un tavolo in fòrmica/ la cicala e la formìca

Voglio lèggere un libro/ parole vane e leggère

Il nòcciolo della questione/il nocciòlo (pianta)

I prìncipi di Spagna/ Sani princìpi

Rètina dell’occhio/ la retìna dei capelli

Anello con rubìno/ ho paura che mi rùbino la moto

Il mio séguito/ mi ha seguìto

Torno sùbito/ha subìto un furto

Il tèndine d’Achille/le tendìne del salotto

Chi vìola la legge/ il colore viòla


L’accento invece non va espresso:

•  su do ( verbo)

• Sui monosillabi fa, fu, sto, va, qua, qui, su, no


ACCENTO: COME E QUANDO SI USA. Prima ho accennato all’accento acuto. La distinzione tra accento acuto e accento grave si ha per la scrittura a stampa e al computer. In generale a, i, u hanno sempre l’accento grave. Per la e con l’accento acuto trovi gli esempi qui sopra mentre la o con l’accento acuto generalmente non è mai indicata, tranne per il caso di ancóra (vedi sopra). Indicarlo anche per un tema scritto a penna? Dipende dalle indicazioni del tuo insegnante. Personalmente lo indicherei su perché, affinché e simili in quanto lo trovo più corretto. Ad ogni modo, chiedi al tuo insegnante. Queste sono in generale i casi in cui va indicato l’accento. Tieni sempre conto però che al tuo fianco hai un grande amico: il vocabolario, sia cartaceo sia online. Quando hai dei dubbi non fare l’eroe, consultalo e non sbaglierai!


Come sempre, se qualcosa non ti è chiaro commenta qui sotto o nel Forum di Studentville.


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