Regole Grammaticali

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  • Scritto da: Giuseppe Schipani

Si dice che è o che sia?

Si dice che è o che sia? La diatriba sull’uso del congiuntivo rispetto all’indicativo è oggi molto accesa, dal momento che sempre più spesso siamo portati alla semplificazione della lingua, soprattutto parlata, e di conseguenza non facciamo troppa attenzione a quanto sia importante ogni sfumatura di senso in ciò che ci diciamo. L’uso del congiuntivo, in realtà, dovrebbe essere d’obbligo in determinati contesti: in primis, è, di solito, usato nelle proposizioni dipendenti ed è introdotto dal che, poi è il modo utilizzato per esprimere la soggettività, dunque il pensiero, la volontà, il desiderio.

Nel caso specifico di che è o che sia, i verbi con cui va usato il congiuntivo (che sia) invece che l’indicativo (che è) sono:

• verbi di opinione e considerazione personale: credere, pensare, ritenere, supporre, immaginare, parere, sembrare, avere l’impressione, dire che.

Es. Credo che Sabrina sia simpatica.

• verbi che esprimono volontà, desiderio e preferenza: volere, desiderare, preferire

Es: Voglio che sia così!

•  verbi che esprimono speranza, aspettativa, paura: sperare, aspettarsi che, avere paura che, temere che, augurarsi che

Es: Mi auguro che sia tutto ok.

•  i verbi che esprimono incertezza, dubbi, irrealtà o finzione: non essere sicuri, non essere certi, dubitare che, non sapere se, ignorare se, fingere che, fare finta che

Es: Dubito che sia semplice

•  i verbi che esprimono gli stati d’animo: essere felice che, essere contento che, far piacere che, dispiacere che, rallegrarsi che, rattristarsi che

Es: Mi dispiace che sia andata male.

Il congiuntivo è poi usato nelle forme impersonali:

• Bisogna, occorre che, basta che, vale la pena che, può darsi che, si dice che, dicono che, pare che, sembra che

Es: Bisogna che Giacomo sia dei nostri.

Queste possono essere anche negative (non…):

Es: È incredibile che ancora non sia in prigione!

L'importanza del congiuntivo e del suo uso corretto è evidente se si tiene conto del diverso valore rispetto all’indicativo, che è il modo della certezza. Per cui se diciamo "So che Claudio è partito", l’uso dell’indicativo è giustificato dal fatto che il contenuto della frase è dato come reale e oggettivo, quindi indipendente dalla soggettività: tra che è o che sia, scegliamo la forma "che è".

In casi come quest’ultimo, quindi, non dobbiamo avere dubbi sull'utilizzo di che è o che sia, ma preferiamo usare l’indicativo.


Bè, beh o be'?

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