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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-07
  • Autore: elisa nisticò

Angelo Poliziano

Cenni biografici e opere principali di Angelo Poliziano.

Vita e opere di Angelo Poliziano

Angelo Ambrogini (Angelo Poliziano) nasce nel 1454 a Montepulciano, dal cui nome latino Mons Politianus deriva il soprannome Poliziano, e muore a Firenze nel 1494.

In seguito all'uccisione del padre (1464) si trasferisce a Firenze presso alcuni parenti dove prese a frequentare i corsi dello Studio fiorentino presso i maestri G. Argiropulo, M. Ficino, C. Landino, C. Andronico, ecc. e presso lo stesso Lorenzo de' Medici. A Lorenzo dedica i libri dell'Iliade che dal 1470 circa traduce in esametri latini e lo stesso comincia ad aiutarlo, finché nel 1473 non l'accoglie in casa, affidandogli due anni dopo l'educazione del figlio Piero.

La raccolta aragonese

Nel frattempo, sollecitato dai gusti del patrono, compone poesie volgari d'intonazione popolareggiante: rispetti, canzonette, ballate e al tempo stesso non disdegna la grande poesia volgare duecentesca e trecentesca, come dimostra l'epistola premessa alla Raccolta Aragonese quasi certamente iniziata intorno al 1476, e come soprattutto dimostra il poemetto in ottave che iniziò nel 1475 per celebrare la vittoria conseguita in una giostra dal fratello di Lorenzo, le Stanze per la giostra di Giuliano de' Medici.

La congiura dei Pazzi

Forse in seguito all'uccisione (1478) di Giuliano, il Poliziano interruppe il poemetto e iniziò a narrare gli eventi della congiura dei Pazzi, di cui quell'uccisione era stata l'effetto.

La favola d'Orfeo

A seguito dei dissapori con la moglie di Lorenzo, Clarice Orsini,  il Poliziano  lascia i Medici e Firenze e si reca a Mantova, ospite dei Gonzaga: qui probabilmente, nel giugno del 1480, scrisse la breve azione teatrale Favola d'Orfeo.

Riconciliatosi con Lorenzo, rientrò pochi mesi dopo in Firenze, dove fu subito chiamato a ricoprire la cattedra di eloquenza greca e latina nello Studio; da questo momento fino alla morte la sua attività è rivolta quasi esclusivamente agli studî di filologia classica.