Grammatica

  • Materia: Grammatica
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  • Data: 2014-08-30
  • Autore: Redazione

L'avverbio

Definizione dell'avverbio e quali funzioni svolge nelle sue forme semplici, composte e derivate.

Definizione di avverbio

L’avverbio è quella parte invariabile del discorso che determina, specifica o modifica il significato delle parole a cui si riferisce o quello di una frase intera.

Es. “Giulia si è alzata presto”, “Paolo ha cenato velocemente”, ecc.

Gli avverbi si classificano in:

•    Avverbi di modo o qualificativi (bene, onestamente, ecc.)
•    Avverbi di luogo (là, qui, ecc.)
•    Avverbi di tempo (Mai, dopo, ora, ecc.)
•    Avverbi di quantità (poco, tanto, ecc.)
•    Avverbi di valutazione o giudizio (sì, non, forse, ecc.)
•    Avverbi interrogativi (quando? perché? ecc.)


Avverbi semplici, composti e derivati

Gli avverbi possono essere: semplici, composti o derivati.

•    Semplici: hanno una forma propria (es. male, poco, sempre, là, bene, come? ecc.)
•    Composti: fusione di due o più parole (es. oltre modo = oltremodo)
•    Derivati: derivano da un’altra parola e hanno i suffissi –mente e –oni (es. veloce-mente, carp-oni, ecc.)

Svolgono la funzione di avverbio anche alcune locuzioni avverbiali: adagio adagio, poco dopo, alla cieca, ad un tratto, ecc.

L’avverbio è posto sempre accanto alla parola a cui si riferisce:

•    Prima dell’aggettivo (es. molto buono);
•    Dopo il verbo (es. cammina lentamente, ma se si vuole dare particolare enfasi alla frase – vedi linguaggio poetico -  anche prima come nel caso dell’Alfieri “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”);
•    All’inizio, alla fine o in altre posizioni quando è riferito all’intera frase. (es. Spesso mi piace studiare, mi piace spesso studiare, mi piace studiare spesso)