Storia

  • Materia: Storia
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  • Data: 2014-10-27
  • Autore: Redazione

Civiltà Romana

Presentazione della civiltà romana e degli avvenimenti storici più importanti.

La civiltà romana iniziò a svilupparsi intorno all’VIII secolo nei pressi del fiume Tevere. Roma nel VIII secolo a. C. era ancora un insieme di villaggi che iniziavano ad unirsi per formare la città. Il fiume Tevere favorì l’insediamento, ed era un’ottima via di comunicazione permetteva di stringere rapporti con i popoli vicini e lontani. Ben presto infatti il Tevere venne divinizzato dalla civiltà romana delle origini. 
Nel VI secolo Roma si liberò della monarchia etrusca e fondò la Repubblica, iniziò a darsi proprie leggi, fondò un grandioso esercito che in poco tempo le permise un espansione vastissima.

Nascita di Roma

La leggenda narra che Roma fu fondata nel 753 a.C. da due gemelli, Romolo e Remo. Romolo tracciò i confini di Roma sul colle Palatino, e divenne il primo Re della città, dopo aver ucciso il fratello Remo.
Nel corso del II millennio a.C. si stabilirono in Italia alcune popolazioni indoeuropee, tra cui i Latini. Essi edificarono i loro villaggi sulle colline perché la pianura era paludosa. Il centro principale era Alba Longa (sede attuale di Castel Gandolfo), e divenne la sede di un alleanza che ebbe molto valore in campo religioso: la Federazione Latina. Di questa federazione facevano parte anche i villaggi che sorgevano vicino al Tevere sui colli del Palatino, Campidoglio e del Quirinale. Col tempo anche i colli di Aventino, Capitolino, Esquilino e Celio si popolarono, e unendosi formarono una sola città: Roma.

Secondo la tradizione tra il 753 e il 509 a.C. Roma fu governata da una monarchia. Secondo la leggenda i Re che si susseguirono nei secoli furono sette, e sono: 

  1. Romolo
  2. Numa Pompilio
  3. Tullo Ostilio
  4. Anco Marzio
  5. Tarquinio Prisco
  6. Servio Tullio 
  7. Tarquinio il Superbo

Il Re veniva eletto dai capi delle famiglie aristocratiche, questi capi famiglia erano ovviamente anziani, in latino senex. Cosi il consiglio dove si riunivano prese il nome di Senato.

La tradizione attribuisce a Romolo l’istituzione del Senato e il cosiddetto Ratto delle Sabine. Poiché la popolazione romana era in prevalenza maschile, Romolo, approfittando di un momento di festa, organizzò il rapimento delle donne dei Sabini. Ovviamente i Sabini dichiararono guerra a Roma, ma la guerra fu fermata dalle donne, cosi le due popolazioni si accordarono, e Romolo regnò sulla città insieme a Tito Tazio, il re sabino. 

All’inizio della storia quindi Romani e Sabini si fusero in un solo popolo, e infatti il successore di Romolo fu un sabino, Numa Pompilio. Esso fu un sovrano pacifico, si occupò maggiormente della religione e della riforma del calendario. Dopo di lui ci fu Tullio Ostilio il quale diede inizio all’estensione di Roma conquistando Alba Longa. Dopo ci fu Anco Marzio che conquistò Ostia e promosse la costruzione del ponte sul Tevere, il ponte Sublicio. 
Verso la fine del VII secolo a.C. una dinastia etrusca proveniente da Tarquinia si installò sul trono di Roma. La crescita economica della città aveva portato artigiani, aristocratici etruschi a Roma. 

L’immigrazione degli Etruschi a Roma è anche documentata dai ritrovamenti archeologici, che secondo la tradizione ricorda tre Re etruschi: Tarquinio Prisco, che promosse la costruzione del tempio consacrato a Giove, Giunone e Minerva, la Triade Capitolina. Realizzò un ottimo sistema di fognature, la Cloaca Massima, che consentì di bonificare la zona sotto il Palatino dove si sarebbe sviluppato il Foro Boario, il mercato del bestiame. In questo periodo Roma si dotò di un Foro,che divenne il centro della vita economica e politica della città. Servio Tullio divise la popolazione in cinque classi. Durante il suo regno Roma continuò ad espandersi, infatti dovettero allargare le cinta delle mura. Tarquinio il Superbo viene ricordato come un tiranno, infatti il popolo si ribellò e lo cacciò dalla città nel 509 a.C. quando secondo la tradizione la popolazione abolì la monarchia e promosse la Repubblica.

Società Romana

La famiglia stava alla base di tutta la civiltà romana. La famiglia era patriarcale, dove il Paterfamilias (padre di Famiglia) aveva il potere di un re. La famiglia era considerata sacra, di essa facevano parte i Lari cioè le divinità che proteggevano la famiglia, i Penati gli dei protettori della famiglia. Alla morte del paterfamilias la famiglia si divideva. In poche parole tutti i figli maschi si creavano una propria famiglia, anche se un legame tra queste famiglie rimaneva, infatti facevano parte tutte di una stessa famiglia detta Gens, cioè l’unione di più famiglie discendenti da uno stesso antenato. I membri di una Gens venivano chiamati Patrizi , perché vantavano la discendenza da un eroe o addirittura da un dio. Il resto della popolazione libera era costituita dai Plebei (moltitudine). Solo i Patrizi potevano prendere parte alla vita politica, potevano aspirare a diventare magistrati, senatori oppure sacerdoti. I Plebei venivano considerati degli stranieri e non potevano partecipare attivamente alla vita politica della città e non potevano sposare un membro della famiglia Patrizia, cosi i plebei ad un certo punto cominciarono a stabilire un rapporto di clientela con un patrizio, cioè un patrizio prendeva un plebeo sotto la sua protezione, in cambio il plebeo si impegnava a combattere per il suo padrone e a non testimoniare contro di lui. Ultimo nella gerarchia cittadina troviamo, come in ogni altro paese del mondo antico, gli Schiavi. Si trattava soprattutto di prigionieri di guerra, infatti divennero numerosi solo dopo le prima grandi conquiste. Però a differenza degli altri paesi a Roma lo schiavo liberato cioè il Liberto, diventava a tutti gli effetti un cittadino Romano.

Secondo la tradizione Romolo divise la popolazione in tribù:

  • Tizi
  • Ramni
  • Luceri

Queste tre Tribù a loro volta erano composte da dieci Curie di cui facevano parte solo i patrizi. La più antica assemblea popolare di Roma venne creata da queste curie, infatti si riunivano periodicamente nei cosiddetti comizi curiati, le loro maggiori funzioni erano: formare l’esercito, eleggere il Senato e infine potevano dichiarare guerra.

La religione

La vita religiosa era legata a quella politica, alle origini il Re era il capo religioso della città. Il suo compito era quello di custodire la pace con gli dei, evitando che non fossero offesi in nessun modo. L’uomo romano intendeva la religione come dovere politico. I Sacerdoti non erano una casta, non erano nemmeno coloro che avevano una particolare vocazione il loro compito era quello di guidare le funzioni religiose di carattere pubblico. I Sacerdoti erano divisi in gruppi: i Pontefici, Feziali, àuguri, Vestali, Flàmini e i Salii. Il re nelle sue funzioni era assistito dal Pontefice Massimo, cioè colui che costruisce un ponte verso gli dei l’interprete del volere degli dei.
Anche alle donne era riservato un spazio importante. Le vergini Vestali, custodivano il fuoco di Vesta, dea latina del fuoco e del focolare. Venivano considerate sacre, anche perché il fuoco di Vesta rappresentava l’unità dello Stato come valore religioso.