Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
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  • Data: 2014-11-16
  • Autore: eliana ardizzone

Il Cubismo

Il movimento artistico chiamato Cubismo, i cui maggiori esponenti furono Picasso e Braque.

Il Cubismo fu un movimento artistico che prese avvio a Parigi, intorno al 1907, dalla pittura di Pablo Picasso e Georges Braque. Il termine Cubismo ha originariamente un senso spregiativo: lo usa infatti per primo, ironicamente, il critico Vauxcelles nel novembre del 1908, in occasione di una mostra di Braque, per criticare il disprezzo evidente del pittore verso la tradizionale costruzione della forma e il suo tentativo di ridurre i quadri “a schemi geometrici, a cubi”.

Come si sviluppa il Cubismo

Tra il 1907 e la fine del decennio lo spagnolo Pablo Picasso e il francese Georges Braque, operanti in stretto contatto tra Parigi e il sud della Francia, portano alle estreme conseguenze la ricerca avviata da Cézanne su una rappresentazione delle cose che coniuga osservazione e astrazione mentale, giungendo a una completa scomposizione geometrizzante delle forme e al sovvertimento dello spazio prospettico di tradizione rinascimentale. All’unico punto di vista si sostituisce una visione policentrica, sulla base della quale l’immagine dipinta risulta costruita per accostamento di frammenti significativi delle cose e delle figure osservate, che vengono sinteticamente restituite verso una molteplicità di angolazioni: davanti, dietro, di lato. Nei quadri cubisti non si può vedere ciò che vede l’occhio da un unico punto d’osservazione, ma quanto la mente rielabora sulla base dell’esperienza visiva e della memoria, per dare di quell’oggetto una rappresentazione il più possibile pregnante e ricca d’informazioni.

Le fasi del Cubismo

Fino al 1910 la ricerca cubista non assume il carattere di una tendenza artistica, né di un movimento. Picasso e Braque evitano infatti di proporsi come gruppo sulla ribalta delle grandi mostre pubbliche, preferendo il canale delle mostre individuali in gallerie private. Il loro lavoro procede con determinazione, dando vita a una fase di Cubismo detto analitico dove la vivacità del colore espressionista è sacrificata a una puntigliosa e minuta scomposizione delle forme, che si presentano come strutture fortemente semplificate, quasi astratte. La messa a punto e il raggiunto controllo di tale nuova grammatica formale si direbbero la base di una ricerca più libera che, al principio del nuovo decennio, permette ai due artisti di volgersi a una maggiore sintesi compositiva. Alla frammentazione dell’immagine succedono così forme e stesure cromatiche più ampie sulle quali cominciano ad aggiungersi, dal 1912, materiali atipici come carte colorate e frammenti di giornale, che irrompono come brandelli di realtà nell’artificio dell’opera d’arte: è la nascita del collage, nell’ambito del Cubismo detto sintetico.