Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
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  • Data: 2014-11-16
  • Autore: eliana ardizzone

Edgar Degas

Vita e opere di Edgar Degas, esponente dell'impressionismo francese.

Edgar Degas (1834-1917),nato in una famiglia agiata, venne educato dal padre che gli permise di seguire la sua inclinazione facendogli abbandonare gli studi giuridici per dedicarsi al disegno. Il disegno, come mezzo per fermare le idee sulla carta, resta fondamentale per tutta la vita artistica di Degas. Fondamentale fu il suo incontro con Manet che lo convinse ad abbandonare i soggetti storici per dedicarsi alla rappresentazione della vita moderna della quando Degas diventerà il più alto interprete cogliendone l’anima.
 

Temi delle opere di Degas

Le corse dei cavalli affascinano Degas: il tema è tratto da lui molte volte anche in seguito, non soltanto per la vivacità e la vitalità dell’ambiente, ma forse ancora più, per la necessità di rendere il movimento dell’animale, sintetizzando in un’immagine sola diverse fasi dell’articolazione delle quattro zampe. Accanto all’ambiente delle corse dei cavalli, l’altro tema che ricorre per tutto l’arco della vita di Degas è quello del balletto classico, che il pittore esamine come spettatore dalla platea e dal palco dell’Opéra, oppure dietro le quinte, occhieggiando verso il palcoscenico e curiosando nelle sale di prova o nei camerini. Nei quadri dedicati alle ballerine si accentuano le audacie del taglio, della resa spaziale, del punto di vista inconsueto, il senso di moto. Sembra quasi che Degas usi la macchina fotografica o meglio la cinepresa.
 

L'assenzio

Di tutti i quadri che rappresentano la vita del caffè, il più noto è L’Absinthe (L’assenzio 1876), l’angolo di un locale, ove siedono immobile, davanti alle loro bevande, un uomo e una donna indifferenti l’uno dell’altro, assorti nei propri pensieri, abbruttiti dalla vita e dall’alcool; lei è una povera prostituta dalle vesti falsamente lussuose, lui un clochard. In Degas non vi è denuncia sociale circa le conseguenze dell’alcolismo, il dramma nasce dall’assenza di ogni atteggiamento drammatico, dall’emarginazione dei protagonisti, dal loro decentramento scenico, l’occhio dello spettatore si posa fuggevolmente su un angolo del caffè, dove, casualmente, si sta consumando il dramma umano di due sconosciuti.

È questa la concezione fondamentale di della pittura di Degas: l’osservazione della realtà senza metterla in posa, quasi, anzi, cogliendola di nascosto. Anche quando, in vecchiaia, rappresenterà con larghe, sintetiche strisce di pennello, il corpo nudo femminile, non ne nascerà mai l’espressione della bellezza idealizzata della donna, la bellezza delle tante veneri della tradizione antica, sarà sempre la donna sorpresa in un atteggiamento dimesso, nell’atto consueto di lavarsi o pettinarsi.