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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-09-27
  • Autore: Redazione

Eneide

L'Eneide, il poema epico di Virgilio: riassunto, significato e personaggi principali.

L’Eneide è un poema epico celebrativo latino scritto da Virgilio, che racconta le imprese di Enea, desideroso di trovare una nuova patria dopo la sua fuga da Troia.

Eneide: composizione

Siamo nel I secolo a. C. a Roma e Ottaviano Augusto ha posto fine alle guerre civili, ha rafforzato il rispetto di alcuni valori tradizionali, ma ha anche consolidato il proprio potere, modificando le precedenti istituzioni repubblicane e assumendo il titolo di imperatore. Il suo è un disegno politico grandioso che ha bisogno di appoggio anche dal mondo della cultura. L’imperatore deve apparire come l’uomo voluto dal destino, discendente da una famiglia venerabile. la città di Roma deve essere riscattata dalle sue origini umili e oscure, così Augusto chiede aiuto al poeta Virgilio che comporrà un poema epico celebrativo prendendo spunto da una leggenda, che vuole Roma fondata dai discendenti di una nobile civiltà troiana, in seguito al trasferimento nel Lazio di un gruppo di esuli guidati da Enea. Il figlio dell’eroe troiano, Julo, sarà il capostipite della famiglia Giulia, che vanterà tra i suoi discendenti Caio Giulio Cesare e lo stesso Ottaviano Augusto.

 Eneide: riassunto

Virgilio, come Omero, entra subito nel vivo dell’azione presentando Enea e i suoi compagni che da sette anni errano senza trovare una patria, in balia di una tempesta che li getta sulle coste libiche dove la regina Didone li accoglie benevolmente. Durante un banchetto Enea racconta la fine di Troia e dell’inganno del cavallo, che trascinato dentro le mura della città, diventerà il simbolo della distruzione di Troia. Enea mette in salvo suo padre Anchise e il suo figlioletto Julo e con pochi altri superstiti inizia il suo percorso erratico alla ricerca di una nuova patria a lui destinata dal Fato. 

La prima terra toccata è la Tracia: Enea staccando un ramoscello da un cespuglio vede colare del sangue; estrerrefatto, sente una voce che dice di essere Polidoro, figlio del re Priamo, ucciso e successivamente trasformato dagli dei in albero. Enea quindi decide di andar via da quella terra piena di insidie e riparte per mare. Avvista Creta ma in sogno gli viene ordinato di proseguire il viaggio. Finisce quindi nell’isola delle Arpie, mostri con il corpo di uccello e la testa di donna, che predicono sciagure al suo popolo.

Dopodiché giunge in Epiro, dove ha luogo il commovente incontro con Andromaca, che ormai vive del ricordo del marito Ettore e del piccolo Astianatte, ucciso durante la devastazione di Troia. Raggiunge le coste della Sicilia, i Troiani vengono colpiti dalla morte di Anchise.

In seguito al racconto, Didone prima è mossa da un senso di pietà per Enea ma poi se ne innamora; Enea ricambia questo sentimento e accetta di sposarla. Ma l’amore tra i due è troncato da Giove, che ricorda all’eroe la missione assegnatagli dal Fato, e gli ordina di ripartire. Enea ubbidisce e abbandona Didone: mentre le vele si allontanano dalla costa, la regina, disperata, si uccide, dopo aver giurato eterna inimicizia tra Cartagine e la città che sarà fondata dai discendenti di Enea. Giunto nuovamente in Sicilia, Enea lascia sull’isola una parte dei Troiani.  Approdato a Cuma, Enea consulta la Sibilla che lo guida negli Inferi, dove l’ombra del padre Anchise gli svela la missione assegnatagli dal Fato: dare origine alla stirpe romana, che dominerà il mondo. Anchise gli mostra anche i suoi discendenti: Romolo e i membri della gens Julia.

Arrivato presso le foci del Tevere, che riconosce come la terra destinatagli, Enea ottiene ospitalità dal re Latino, che gli concede in sposa sua figlia Lavinia. Ma Giunone istiga contro Enea la madre della fanciulla, Amata, e Turno, re dei Rutuli, a cui era stata promessa la giovane. Scoppia la guerra tra Enea e Turno. Si susseguono battaglie ed episodi eroici. Durante il duello tra Enea e Turno, quest’ultimo viene ucciso.

La pace torna nel Lazio con il matrimonio di Enea e Lavinia, da cui discenderà Romolo, futuro fondatore di Roma