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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-07
  • Autore: eliana ardizzone

Fedro

La figura di Fedro, e le caratteristiche delle sue favole: intreccio, personaggi e morale.

Notizie su Fedro

Gaio Giulio Fedro (20/15 a.C. circa – 51 d.C. ca.) è stato uno scrittore latino, autore di celebri favole.
È per molti versi un autore marginale nel panorama delle correnti letterarie della prima età imperiale. Tuttavia, Fedro rappresenta il primo autore nella cultura greco-romana che abbia raccolto testi favolistici concepiti come opere di poesie. Ovviamente, dal punto di vista letterario, Fedro non ha inventato nulla: come autore è erede di una tradizione narrativa già consolidata. Il suo merito, però, sta nel dare alla favola regole precise e riconoscibili.

La tradizione esopica, sviluppatasi in Grecia intorno al IV secolo a. C., alla quale l’autore fa riferimento, diviene con Fedro sistematica: i personaggi sono umanizzati e dotati di una psicologia fissa (il lupo cattivo, la volpe furba ecc…), ma la vera novità consiste nel tratto originale della morale, una verità di carattere universale, che esprime una mentalità sociale: la legge del più forte che domina la società animale, sembra essere lo specchio fedele del punto di vista delle classi subalterne della società romana. Fedro, è uno tra i pochi letterati romani a dar voce agli emarginati.

La vita di Fedro

Il suo è nome greco, e fu attivo sotto il dominio di Tiberio, Caligola e Claudio. Nel quadro della letteratura della prima età imperiale, è uno dei pochissimi autori di nascita non libera. A quanto ne sappiamo, era uno schiavo di origine della Tracia; nei manoscritti delle sue opere è citato come libertus Augusti, e sembra quindi che fosse stato liberato dall’imperatore. È probabile una data di morte intorno al 50 d. C.

Le opere e il successo di Fedro

I cinque libri superstiti delle Fabulae consistono in 102 componimenti, riconosciuti come autentici, ma sicuramente il corpus originario doveva essere più consistente; altre 32 favole – non comprese nei 5 libri canonici, ma certamente autentiche - sono contenute nella cosiddetta Appendix perottina, tratta nel XV secolo dall'umanista Niccolò Perotti da codici ora perduti. 

Pare che non godesse di fame tra i suoi contemporanei: Seneca sostiene che nessun autore latino si fosse mai dedicato al genere esopico e Quintiliano, se pure lo conosce, non trova motivi per citarlo. I testi di Fedro, però, furono riscoperti nel XV secolo ed ebbero notevole fortuna in età moderna: La Fontaine gli deve molto, e le favolette brevi e semplici furono e sono tutt’oggi impiegate per l’insegnamento scolastico del latino.

Tra le favole più famose si ricordano:

  • Il lupo e l’agnello
  • Il cervo alla fonte
  • La volpe e il corvo
  • L’asino e il vecchio pastore
  • Il cane fedele
  • La donnola e l’uomo
  • La vecchia e l’anfora