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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-24
  • Autore: Redazione

Francesco d'Assisi

Vita di San Francesco d'Assisi e il Cantico delle Creature.

Francesco d'Assisi

Francesco d'Assisi fu figlio del mercante Bernardone di Assisi e di una nobildonna di origine francese, e venne per questa ragione chiamato Francesco. Nacque nel 1182. Dopo una giovinezza attiva e brillante, si ritirò in preghiera, venendo raggiunto da alcuni amici. Chiese una prima approvazione al papa Innocenzo III, e ottenne da papa Onorio III l’autorizzazione a fondare un Ordine di frati mendicanti, che ebbe subito una vastissima diffusione in Italia e in Europa. Francesco d'Assisi alternò la vita conventuale con momenti di solutine e contemplazione, mostrando grande amore non solo per l’umanità, ma per tutti gli esseri viventi. Tra le belle leggende sul santo si leggono, infatti, la predica agli uccelli e l’aver ammansito il feroce lupo di Gubbio.

Compì una missione in Egitto, venendo bene accolto dal sultano musulmano. Ebbe le stimmate sul corpo, e dopo due anni morì, nel 1226. La presenza dei Francescani di diversi Ordini è operante tuttora in tutto il mondo.

La religiosità di san Francesco d'Assisi è attiva e popolare, mutando il modello intellettuale degli antichi Ordini benedettini. Ricordiamo, per esempio, l’istituzione del presepe.

Il Cantico delle creature

Tra i primi del suo tempo, Francesco d'Assisi prese coscienza che il popolo aveva bisogno di esprimere la religiosità in lingua parlata e non più solo in latino. Compose così il “Cantico delle creature” (“Laudes creaturarum”), in prosa ritmica, usando il volgare umbro e accompagnandolo con della musica, oggi perduta.

Anche se non è semplice interpretare la struttura e lo stesso testo, è chiaro il senso religioso e umano: tutta la creazione loda il Signore. Lo lodano i quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco; il sole, la luna, le stelle; la morte corporale, che il destino di tutte le cose: ma l’uomo deve sapersi salvare dalla morte eterna, che è la dannazione.

La preghiera viene considerata il primo documento letterario della storia italiana.