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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-10
  • Autore: elisa nisticò

Gabriele D'Annunzio

Vita e opere di Gabriele D'Annunzio.

Vita di Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio nacque a Pescara il 12 marzo 1863; compì gli studi a Firenze, pubblicando giovanissimo dei versi (Primo vere) di modello carducciano, ma già venati di moderna sensibilità. Altri versi (Canto novo; Poema Paradisiaco; Isotteo e la Chimera; Elegie romane) gli diedero presto notevolissimo successo, soprattutto negli ambienti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia. Il poeta seppe creare una immagine di sé, quella della "vita inimitabile", tra lussi, eventi sensazionali, amori turbinosi: celebre quello per la grande attrice Eleonora Duse.

La vita splendida condusse il poeta a difficoltà per debiti. Passò in Francia, componendo opere in francese (Le martyre de Saint Sébastien). Allo scoppio della I guerra mondiale, tornò in Italia, assumendo la guida morale del movimento interventista.

Entrata l'Italia in guerra, d'Annunzio vi partecipò trai primi aviatori, compiendo notevoli imprese: volo su Trieste, volo su Vienna, rimanendo ferito ad un occhio.

Nel confuso dopoguerra, il poeta occupò la contesa città di Fiume, dando vita per oltre un anno alla "Reggenza del Carnaro", finché le truppe italiane, a seguito del trattato di Rapallo con la Iugoslavia, lo costrinsero a lasciare la città. Si ritirò poi sul lago di Garda, vivendo in solitudine; morì in tarda età.

La concezione del d'Annunzio si ispira alla filosofia superomistica di Nietzsche ed al vitalismo, cercando la realizzazione umana attraverso l'azione, la gloria e il piacere. La sensualità dannunziana si accende con gli amori e la vita attiva.
 

I versi di D'Annunzio

Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi

Oltre alle raccolte citate, compose un'opera dalla concezione grandiosa, le Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, che doveva comprendere sette libri (ne furono composti cinque). Si canta il superomismo, l'individualismo, la ricerca della sensualità, la concezione eroica della vita.

Alcyone

Il momento poeticamente più alto è Alcyone: una raccolta organica di canti ispirati alla natura vista come essere vivente, in cui l'eroe smarrisce la propria limitatezza umana, tornando alle energie primordiali. 

  • La pioggia nel pineto: La pioggia suscita una misteriosa musicalità, per cui il poeta e la donna Ermione si sentono parte della natura.
     
  • La sera fiesolana: Il poeta coglie il fascinoso momento crepuscolare e l'attesa della notte. D'Annunzio dà origine al moderno verso libero attraverso una grande varietà di espressioni e di toni. La parola dannunziana è ricchissima, e attinge alla più squisita tradizione dotta e letteraria.
     

Il teatro di D'Annunzio

D'Annunzio compose numerose tragedie.

La figlia di Iorio

La più celebre è La figlia di Iorio, ambientata in un Abruzzo primitivo e mitico. Aligi si innamora di Mila, figlia del fiume Iorio, prostituta e maga, e per lei uccide il padre. Purificata dall'amore, Mila si accusa del delitto, e muore sul rogo, sublimandosi nel sacrificio.

La nave

Nella città appena fondata i Veneziani sono divisi tra i Gratici, indipendentisti, e i Faledri, legati all'impero greco. Marco Gratico vince i Faledri, ma cade preda del fascino di Basiliola. Per lei uccide il fratello Sergio. Per espirare, si impegna a conquistare in Alessandria le reliquie di san Marco. La possente sensualità di Basiliola ha trasformato Marco da modesto governante a conquistatore imperiale.

 D'Annunzio, inoltre, fu tra i primissimi letterati ad accostarsi al cinema.
 

Prose di D'Annunzio 

D'Annunzio scrisse romanzi di complessa architettura ed elegantissima e ricercatissima forma (Forse che sì, forse che no; L'innocente; Il piacere; Le vergini delle rocce); sono ispirati al superomismo.

Le novelle della mia Pescara: in un ambientazione veristica, sono però improntate ad una psicologia eroica e arcaica.

L'ultimo d'Annunzio scrisse opere di intimistica riflessione:

  • Il notturno
  • Il libro segreto
  • Il venturiero senza ventura
  • Il compagno dagli occhi senza cigli