Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
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  • Data: 2015-01-21
  • Autore: Redazione

Georges Braque

Vita e opere di Georges Braque, pittore cubista.

Georges Braque (1882-1963) passa la prima giovinezza a le Havre, dove segue con attenzione il lavoro di decoratore del padre, dal quale apprende l’importanza di quella tecnica che sarà sempre presente nella sua attività artistica.

La pittura fauve

Come pittore, dopo un inizio impressionista, scopre la pittura fauve. In realtà Braque non è fauve, si giustifica perciò la brevità del suo fauvismo e la necessità di trovare qualcosa di più razionalmente organico. Dopo aver visto Les demoiselles d’Avignon, di Picasso, ne resta turbato, sconcertato. Eppure rimeditando su quest’opera, probabilmente egli compie quei passi che lo porteranno, insieme a Picasso alla creazione del Cubismo.

Nel 1908, dipinge una serie di paesaggi nei quali inventa un nuovo mondo di rendere volume e spazio. Il punto di fuga scompare, rialzando la linea dell’orizzonte fino a farla uscire dal limite superiore, cosicché i volumi si accavallano ciascuno con un proprio impianto prospettico, le facce di essi si accostano secondo i rispettivi angoli di congiunzione, individuati da colori bruni con varianti d’intensità tonale, contrapposti a grigi, verdi o violacei, in un monocromo a zone compatte. I volumi, e perciò lo spazio in cui essi vivono, ne risultano solidificati; non sono restituiti così come li vediamo, ma come li comprendiamo mentalmente e come li sentiamo fisicamente, dando luogo a quello che Braque chiama “spazio tattile o manuale”.

Il cubismo analitico e sintetico

Come Picasso anche Braque passa, per ulteriori frammentazioni, scomposizioni e ricomposizioni dei piani, al “cubismo analitico”.
Con il successivo passaggio al “cubismo sintetico” ha inizio anche l’uso del collage e del papier collé, come affermazione della possibilità per l’artista di esprimersi attraverso qualunque mezzo, oltre a quelli tradizionali, come richiamo evidente alla realtà (intendendo naturalmente che questa, per il semplice fatto di essere ritagliata secondo la volontà del pittore e inserita in un certo contesto, acquista una vita del tutto nuova) e come mezzo cromatico.

Nel 1914 il sodalizio con Picasso, così stretto negli anni precedenti, si interrompe. I due pittori proseguono ormai individualmente la loro strada. Eppure l’esperienza cubista, anche s e superata, resta fondamentale per entrambi. D’ora in poi in Braque sarà sempre più frequente il recupero dell’oggetto reale o del suo frammento, non certo in senso neorealista, ma come libera creazione di esso.