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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-05
  • Autore: Redazione

Il Dolce Stil Novo

I caratteri principali del dolce stil novo e i suoi maggiori esponenti.

La definizione dello stile e della scuola poetica deriva dall’espressione dantesca “dolce stil novo”. Il poeta, che aveva partecipato da giovane al movimento, definisce nuova la tendenza poetica rispetto alle scuole siciliana e toscana, che ritiene dotte, ma viziate da intellettualismo e oscurità linguistiche.

Gli stilnovisti, al contrario, provano sinceri sentimenti (“come amor mi spira, noto”) e li sanno manifestare con immediatezza e vivacità (“a quel modo che ditta dentro”). In questo senso Dante rivendica a se stesso il merito poetico, pur riconoscendo “padre” dello stilnovo il poeta bolognese Guido Guinizzelli. Opera stilnovistica dell’Alighieri è la “Vita nova”, raccolta di versi con ampio commento narrativo ed esplicativo in prosa, che espone l’amore per Beatrice dal primo incontro fino alla morte di lei e alla promessa di dedicarle un grande poema, che sarà la “Divina Commedia”: in questa sarà Beatrice a salvare Dante, prima affidandolo a Virgilio, poi, in Paradiso, conducendolo fino alla visione di Dio.

Dove nasce il Dolce Stil Novo

La scuola stilnovistica si era sviluppata a Firenze con alcuni giovani verseggiatori, tra cui Guido Cavalcanti, Dante stello, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Cino da Pistoia e Dino Frescobaldi. Essi s’ispiravano all’amore, secondo i principi del Guinizzelli, per cui l’amore è proprio delle anime nobili nel senso di raffinate e colte.

Caratteri del Dolce Stil Novo

La donna è vista come modello di angelo in terra, e il suo amore impone all’uomo di raffinare l’anima e il comportamento, osservando la correttezza morale e formale.

La poesia stilnovistica, seguendo questi principi, elabora un linguaggio altrettanto raffinato ed elegante, liberando il volgare da eccessive influenze localistiche e preparando il volgare letterario italiano.

Spesso gli stilnovisti seguono degli schemi: il “saluto” della donna che dà “salute”; l’ammirazione per la bellezza e la virtù di lei e il bisogno di imitarla; alcuni stilemi come gli “spiritelli” e la presenza stessa di Amore. In genere gli stilnovisti hanno un’ispirazione religiosa, tuttavia non presente nel Cavalcanti.