Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
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  • Data: 2014-11-16
  • Autore: eliana ardizzone

Impressionismo

Il movimento artistico denominato Impressionismo e i suoi maggiori esponenti.

Realismo e Impressionismo

In generale, il termine realismo indica la tendenza a imitare e a riprodurre la realtà: caratteristica comune a molti periodi storici, seppure espressa con forme e modi diversi.
Per esempio il Realismo dei fiamminghi è di tipo analitico, attento alla resa dei particolari e alla descrizione degli elementi naturali, mentre quello della tradizione figurativa italiana si concentra sull’opera nel suo complesso curando soprattutto l’organizzazione prospettica dello spazio e il suo rapporto con le figure che accoglie.

Da un punto di vista storico, il realismo indica una corrente artistica che si afferma in Francia verso il 1850 e ha in Gustave Courbet uno dei principali esponenti. Il pittore francese nel 1855 espone le proprie teorie in un trattato  intitolato il realismo, in cui si rivendica  il diritto degli artisti a realizzare opere capaci di rappresentare le problematiche sociali contemporanee con fini educativi, rifiutando i canoni accademici e le evasioni romantiche. 
Tali principi animano i dipinti dello stesso Coubet. Ne Gli spaccapietre (1849) egli rende protagonisti gli umili lavoratori fino a quel momento ritenuti non degni di comparire in un’opera d’arte; nel Funerale ad Ornans, realizzato nello stesso anno, egli tratta un tema quotidiano come se fosse un avvenimento storico degno di un quadro di dimensioni monumentali, in cui le classi meno abbienti sono raffigurate con vivo realismo, privo di ogni idealizzazione.

L’impressionismo

L’impressionismo sviluppatosi in Francia fra il 1860 e il 1886, caratterizzato da novità stilistiche antiaccademiche che segnano profondamente la storia dell’arte rivoluzionando il modo di dipingere. Nel 1874, nello studio del fotografo Nadar, si organizza la prima mostra del movimento. È in questa occasione che viene usato per la prima volta il termine “impressionismo” che deriva da un giudizio non molto positivo espresso nei confronti del quadro di Monet intitolato Impression. Soleil levant (1872). A parte Eduard Manet, considerato il padre nobile dell’impressionismo, i protagonisti del movimento sono Monet, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, e per alcuni aspetti Paul Cézanne.

I pittori impressionisti sono uniti da una visione poetica comune alla base della quale c’è l’aspirazione a una pittura dal vero nutrita dalle impressioni che i singoli artisti provano nei confronti del soggetto, qualunque esso sia. Si rifiutano i mezzi tradizionali della rappresentazione (disegno, chiaroscuro e prospettiva) a favore della pittura “en plain air” capace di rendere in modo diretto, non filtrato dalle tradizionali convenzioni stilistiche, la percezione del mondo naturale: un’impressione visiva costituita da un insieme di colori che muta con il variare della luce e delle condizioni atmosferiche.

Tale visione si concretizza in un nuovo stile in cui la forma si dissolve in una miriade di rapidi tocchi che producono effetti di vibrazione luminosa: le pennellate sono nette, senza trapassi graduali o sfumature, sostituite da macchie di colori giustapposte. Si elimina il chiaroscuro e le ombre sono rese attraverso tocchi di colore che suggeriscono i vari gradi della luminosità.