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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-06
  • Autore: Redazione

L'epica Medievale

I caratteri peculiari dell'epica medievale, e i poemi epici principali: ciclo carolingio e canto dei Nibelunghi.

L’epica medievale è l’insieme dei racconti, in prosa o versi (sopratutto in versi) che hanno come protagonisti i cavalieri.

I cavalieri

La società di riferimento dei poemi cavallereschi è quella feudale all’interno della quale un posto importante occupava la cavalleria. I cavalieri erano personaggi nobili per nascita, dediti alla guerra e si diventava cavalieri attraverso la cerimonia dell’Investitura al termine della quale il cavaliere giurava di difendere la fede cristiana, di onorare il suo re e di proteggere i deboli. Il mondo di riferimento dei poemi cavallereschi è quello delle corti e dei castelli e fu detta “cortese”, da corte, l’ambiente in cui viveva la nobiltà.

Caratteri e storia dell'epica medievale

Dopo il crollo dell’impero romano d’occidente, l’Europa fu invasa da una ondata di migrazioni di popoli germanici che, con i loro diversi stili di vita rispetto alla cultura dominante latina, arricchirono il panorama della già diffusa letteratura epica romana. Attraverso nuovi modelli, infatti, si ritornò alla trasmissione orale dei testi che si presentavano in modo molto simile a quello classico. Particolareggiata e sviluppata, fu l’epica francese, che ebbe un ruolo importante nella letteratura medievale, attraverso la narrazione di gesta, imprese eroiche legate ad eventi reali. 

Gli autori dei poemi cavallereschi XI e XII furono per lo più anonimi cantori e giullari che si spostavano di corte in corte narrando le proprie storie.

Ciclo carolingio

Il ciclo cosiddetto “carolingio” fa parte, come il ciclo bretone, di quella letteratura dei cicli, di carattere epico-cavalleresco, che si sviluppò immediatamente dopo l'anno Mille e che celebrava nelle sue composizioni in versi i valori più alti della società aristocratica.Al ciclo carolingio appartengono le canzoni di gesta (chanson de geste), che esaltano le imprese straordinarie dell'imperatore Carlomagno (742-814), il saggio imperatore, e dei paladini di Francia, cioè tutti i nobili della sua corte, primo tra tutti Orlando (nipote di Carlo), che combattono per alti ideali, come la fede religiosa, la patria, il sovrano, l'onore, ovvero l’eroe cristiano per eccellenza.

Ciclo nibelungico

Mentre in Francia si sviluppa una letteratura di tipo epico basata su fatti reali, anche se rielaborati, in Germania, sia prima che dopo la migrazione dei popoli c’era già la presenza di leggende epiche. Tra le più importanti troviamo quelle degli Unni, dei Goti e dei Burgundi. Questi cicli parlano della grande sconfitta che subì Gundahari da parte di Attila. Questo è detto ciclo germanico o nibelungico.

L’Edda scandinava invece è un poema che fonde le narrazioni storiche con quelle mitiche. Questo poema è formato da canti che celebrano le imprese degli dei dell’olimpo nordico, mentre nella canzone dei Nibelunghi si parla della tragica storia dell’oro del Reno. 

Beowulf

Un poema epico anglosassone è il Beowulf che narra le gesta dell’omonimo eroe. Tutti questi testi ci danno le immagini di una cultura primitiva, di uomini e donne feroci che praticano la vendetta come obbligo religioso. 

Ciclo bretone

Con ciclo bretone o ciclo arturiano si intende la vastissima mole di materiale letterario incentrato sulla figura di Re Artù. Le vicende di Artù, dei Cavalieri della Tavola Rotonda, del Mago Merlino, di Lancillotto, di Excalibur furono elaborati attraverso i secoli in una vasta ed eterogenea serie di testi scritti in numerose lingue. Questa letteratura nacque e si sviluppò nel XII secolo nella Francia settentrionale contemporaneamente all'epopea delle chanson de geste, anche se presenta notevoli differenze rispetto a quella francese.