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  • Materia: Italiano
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  • Data: 2014-10-05
  • Autore: Redazione

La metafora

Cos'è la metafora e come individuarla all'interno di una poesia.

La parola metafora ha un’origine greca, e significa letteralmente trasposizione. La metafora indica in genere l’uso di un’immagine per indicare un concetto astratto, e, in generale, sostituire un vocabolo con un altro che abbia un rapporto di somiglianza col significato del primo vocabolo. Gli oggetti concreti ispirano, infatti, pensieri più complessi. Le lingue antiche e quelle popolari sono ricchissime di metafore.

Le metafore che usiamo quotidianamente

Facciamo uso della metafora anche nel linguaggio quotidiano: un’aquila per dire persona intelligente; un 
coniglio, persona paurosa; siamo al buio per indicare difficoltà... 
Spesso leggende e miti sono essi stessi una metafora, perché esprimono idee e sentimenti attraverso un racconto a lieto o a cattivo fine.

Molte metafore vengono dalla natura o dall’agricoltura: uscire dal seminato, nasce un’idea, tramonta l’ipotesi, piove sul bagnato... Si guarda agli animali: fame da lupo, ostinato come un mulo, fedele come un cane... Si prendono metafore dalla vita comune per applicarle a realtà diverse: naufraga il tentativo... decolla il progetto... Si utilizza molto spesso il linguaggio sportivo: il Tale ha fatto autorete; ha vinto con punteggio cestistico; una maratona parlamentare...

Le metafore moderne sono spesso ricavate dalla tecnologia: a ruota libera, partire in quarta, 
resettare... Altre sono prese dalla scienza: opposizione diametrale, distanza siderale...
Il linguaggio giornalistico ci fa assistere ogni giorno a creazioni di metafore, che però, essendo 
legate alla cronaca, sono di breve durata. 

La metafora nella poesia

In letteratura si chiama metafora d’invenzione quella che viene creata da un poeta: “mi ritrovai per una selva oscura” di Dante indica la confusione del peccato; “della fatal quiete tu sei l’imago” del Foscolo, la sera per significare la morte; “naufragar m’è dolce in questo mare” del Leopardi, per smarrire la coscienza. 

Soprattutto nell’età barocca (XVII secolo) la ricerca della metafora complessa condusse a effetti esasperati e grotteschi, rendendo poco comprensibile il concetto.

L’ermetismo, corrente poetica del Novecento, espresse a volte pensieri profondi attraverso immagini a volte solo accennate, come “m’illumino d’immenso” di Ungaretti, o “ed è subito sera ” di Quasimodo. Una bella metafora è quella della difficoltà di conoscere, espressa da Montale con l’immagine di un muro invalicabile difeso a cocci di bottiglia.