Grammatica

  • Materia: Grammatica
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  • Data: 2014-10-21
  • Autore: francesca robertiello

La proposizione soggettiva e oggettiva

Nel seguente appunto verrà spiegato come distinguere una proposizione soggettiva da una oggettiva, capendo quali sono le loro caratteristiche peculiari.

La proposizione soggettiva 

E' la subordinata che fa da soggetto al verbo impersonale (il quale non ha soggetto) della reggente. Es. "E' evidente che abbiamo gusti diversi sulle borse". (E' evidente la nostra differenza di gusto sulle borse, dove la nostra differenza è soggetto).

La proposizione soggettiva dipende da:

  • un verbo impersonale (bisognare, occorrere, importare, ecc.)
  • un verbo preceduto dal si impersonale (si dice, si pensa, ecc.)
  • espressioni impersonali formate dalla terza persona del verbo essere(è giusto, è bene, è utile, ecc.)

La proposizione soggettiva ha forma esplicita quando è introdotta da "che" e seguita dal verbo al modo: indicativo (quando la principale esprime certezza), congiuntivo (quando la principale esprime dubbio), condizionale (quando l'azione espressa dipende da una condizione).

La proposizione soggettiva ha forma implicita quando ha il verbo all'infinito (preceduto o meno dalla preposizione "di").
 

La proposizione oggettiva

E' la subordinata che fa da complemento oggetto al verbo della proposizione da cui dipende. Es. "Gianluca sostiene che tu sia arrogante" (Gianluca sostiene la tua arroganza, dove la tua arroganza è compl. oggetto della frase).

La proposizione oggettiva dipende da:

  • verbi come: dire, affermare, negare, ecc.
  • verbi come: sentire, percepire, ricordare, ecc.
  • verbi come: credere, giudicare, supporre, ecc.
  • verbi come: volere, desiderare, sperare, ecc.

La proposizione oggettiva ha forma esplicita quando è introdotta da "che" più il verbo al modo indicativo (quando la reggente esprime realtà), congiuntivo (quando la reggente esprime un dubbio), condizionale (quando l'azione dell'oggettiva dipende da una condizione).

La proposizione oggettiva è implicita quando ha il verbo all'infinito (preceduto o meno da "di").