Scienze

  • Materia: Scienze
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  • Data: 2014-10-05
  • Autore: Redazione

La riproduzione nelle piante

Come avviene la riproduzione nelle piante.

La riproduzione nelle piante garantisce la sopravvivenza delle specie. Il compito di garantire la riproduzione nelle piante viene affidato a cellule chiamate gameti, che si possono spostare anche a grandi distanze dalla pianta a cui appartengono. Vediamo nel dettaglio come avviene. 

La struttura del fiore

Un fiore è quello che vediamo sbocciare sul pesco o l’albicocco: esso si occupa della riproduzione nelle piante. Il fiore rappresenta l’apparato riproduttivo delle piante ed è formato da varie parti.  Su una base più o meno allargata, detta ricettacolo e sorretta dal peduncolo è disposto un involucro formato dal calice e dalla corolla. Il calice, a sua volta, è costituito da foglioline verdi, chiamate sepali; mentre la corolla è formata da foglioline che possono assumere diverse colorazioni e sono dette petali.

All’interno dell’involucro, si trovano gli stami, che costituiscono l’apparato riproduttivo maschile, e il pistillo, che costituisce l’apparato riproduttivo femminile. Gli stami sono a loro volta formati da un filamento e da una parte allargata, antera nella quale si trova il polline, una polvere spesso di colore giallo-arancio, costituita da granelli microscopici, i grani pollinici, che contengono i gameti maschili. Nella parte inferiore del pistillo, l’ovario, sono contenuti gli ovuli nei quali si trova il gamete femminile. 

La riproduzione nelle piante con fiori

La riproduzione nelle piante con fiori avviene grazie al vento: il vento trasporta il polline, che giunge casualmente sulla parte terminale appiccicosa del pistillo, chiamata stimma, di un altro fiore di quella stessa specie e questa viene detta impollinazione anemofila. La riproduzione nelle piante con fiori, può avvenire anche grazie agli animali, mediante l’impollinazione entomofila. I fiori sono forniti all’interno di un liquido zuccherino, il nettare, molto gradito ad alcuni tipi di insetti. Questi, attirati dai colori e dai profumi, si posano sul fiore e, per raggiungere il nettare, urtano le antere ricoprendosi così di polline che trasportano inconsapevolmente in un altro fiore, favorendo così la fecondazione. Quando infatti il granulo pollinico giunge al pistillo di un altro fiore sviluppa un prolungamento o tubulo pollinico, che permette al gamete maschile di raggiungere quello femminile all’interno dell’ovulo. Dopo la fecondazione, l’ovulo si trasforma nel seme, un organo vegetale che contiene una certa quantità di sostanze nutritive, e l’embrione, che è un insieme di cellule capaci di originare la nuova piantina.  Nell’embrione, si possono riconoscere, in miniatura, le strutture della pianta adulta: la radichetta, il fusticino e le foglioline.  Le piante, per diffondere i propri semi, ne producono una grandissima quantità; fanno in modo che i semi siano sparsi nello spazio più ampio possibile. Esse producono semi che possono restare per lungo tempo a riposo, pronti a germinare qualora si verifichino le condizioni adatte. L’embrione a questo punto si sviluppa, ossia germina; così incominciano a moltiplicarsi le cellule poste all’apice del germoglio e della radice. La radichetta iniziale comincia a scendere verso gli strati più profondi del terreno, mentre il germoglio, sviluppandosi verso l’alto, forza il terreno sovrastante, sbucando in superficie. La piantina ora cresce iniziando a svolgere la fotosintesi.