Storia

  • Materia: Storia
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  • Data: 2014-10-27
  • Autore: Redazione

Luigi XIV

La Francia sotto l'assolutismo di Luigi XIV: colbertismo, accentramento dei poteri, politica estera, riforma delle istituzioni.

Tra il XVII e il XVIII secolo in Europa si affermò la tendenza a concentrare tutto il potere nella monarchia, limitando il ruolo di altri poteri tradizionali, come la monarchia e le assemblee locali. L’assolutismo si realizzò soprattutto in Francia, con il regno di Luigi XIV, il Re Sole. A quei tempi la popolazione francese era divisa in tre ordini:

  • nobiltà
  • clero 
  • terzo stato

I nobili si dividevano in nobiltà di spada (le antiche famiglie aristocratiche), nobiltà di toga (coloro che avevano ricoperto una carica pubblica), nobiltà per lettera (borghesi che avevano acquistato il titolo nobiliare). 

Nelle famiglie nobili, i primogeniti maschi ereditavano il titolo e i beni, gli altri figli, chiamati cadetti, si dedicavano alla carriera militare o ecclesiastica. Vescovi, abati e badesse formavano così l’alto clero, mentre il basso clero, costituito da preti delle parrocchie, era di umile estrazione sociale. 

Il terzo stato comprendeva il popolo (contadini, artigiani) e la borghesia (medici, commercianti). I contadini costituivano la maggior parte della popolazione, vivevano in miseria ed erano vessati da tasse e servizi obbligatori.

La politica di Mazzarino e Luigi XIV

La politica accentratrice di Mazzarino, successore di Richelieu, suscitò la reazione di aristocratici e ceti popolari, che diedero vita a rivolte:

  • La Fronda Parlamentare: 1648-1649
  • La Fronda dei principi: 1650-1653

Nel 1661 Luigi XIV assunse il potere. Per ridurre il ruolo della grande nobiltà, mantenendone integro il prestigio, obbligò i nobili a vivere nella reggia di Versailles, lontani dai loro possedimenti, doe avrebbero potuto contrastare i funzionari regi. 
Per esautorare i Parlamenti provinciali della loro autorità in campo fiscale e giudiziario, uniformò le leggi in tutta la Francia e impose l’immediata registrazione dei suoi decreti.

Organizzazione dello Stato di Luigi XIV

Luigi XIV era il vertice di una complessa struttura amministrativa. I ministri più importanti erano quelli della Real casa, degli Affari Esteri, della Guerra e della Marina. 

Poi, vi erano i Consigli: quello privato, delle Finanze e del tesoro, e quello dei dispacci, che si occupavano di informare i distretti delle decisioni del re.

Dai consigli dei dispacci dipendevano gli intendenti, che nelle province si occupavano di mantenere ordine pubblico, giustizia e finanze, e sorvegliavano le amministrazioni cittadine e i governatori.
In occasioni importanti era convocato il Consiglio di Stato, di cui facevano parte i ministri e il controllore generale delle Finanze.

Politica economica: Colbert e il Colbertismo

Per reperire le grandi risorse finanziarie necessarie a sostenere il progetto assolutistico di Luigi XIV, il Re Sole affidò la politica economica al controllore generale delle Finanze Jean-Baptiste Colbert. 
Bisognava attuare una riforma fiscale, rendendo efficiente il sistema di riscossione, ancora basato su consuetudini medievali, e i cui tributi principali erano:

  • la taglia: imposta sul reddito
  • la gabella: tassa sul sale

Colbert cercò di uniformare le procedure di raccolta dei tributi dividendo la Francia in 32 province con a capo un intendente. Cerco poi di far pagare tasse a nobili e clero (che non pagavano tasse) stabilendo imposte dirette sul possedimento e reintroducendo la capitazione, una tassa a cui erano soggetti tutti gli individui maschi. 

Per favorire lo sviluppo economico Colbert potenziò le vie di comunicazione, eliminò i dazi interni, uniformò i pesi e le misure. Adottò poi il protezionismo, imponendo dazi doganali sulle merci straniere, per impedire la fuoriuscita di oro e argento, e incentivò le esportazioni, istituì compagnie commerciali e avviò l’espansione coloniale. 

Politica culturale e religiosa di Luigi XIV

Luigi XIV finanziò numerosi artisti di corte e promosse l’istituzione di accademie letterarie e artistiche. Intensificò però la censura libraria, teatrale e pittorica.
Il Re Sole cerco di sottomettere la Chiesa alla corona: dapprima obbligò i vescovi a giurare fedeltà alla monarchia, poi promosse la costituzione della Chiesa gallica, che aveva un’autonomia amministrativa rispetto a Roma. Luigi XIV fece riconoscere la religione cattolica come unica religione nazionale, perseguitando poi i protestanti (detti ugonotti), fino a revocare l’Editto di Nantes nel 1685. 

La politica estera di Luigi XIV

La politica estera di Luigi XIV fu aggressiva, soprattutto per estendere i territori del regno. L’esercito divenne più efficiente, con servizio militare obbligatorio e armi moderne. Grazie al marchese di Vauban, venne creata una cintura di sicurezza che proteggeva i confini del regno. Luigi XIV intraprese diverse guerre contro l’Olanda, la Spagna e gli Asburgo, i quali insieme ad altri Stati nel 1686 crearono la Lega di Augusta. Nel 1696 questi stati obbligarono la Francia a rinunciare a quasi tutte le conquiste. 

Luigi XIV morì nel 1715, lasciando la Francia provata da anni di guerre e dissanguata nelle finanze.