Storia

  • Materia: Storia
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  • Data: 2014-10-08
  • Autore: Redazione

I moti del 1848

I moti del 1848 che coinvolsero tutta la popolazione europea: Francia, Impero Asburgico, Italia, Germania.

Mobilitazione dei popoli in tutta Europa

L’opposizione all’ordine restauratore del 1848 ebbe un carattere di grossa portata, tanto che ancora oggi per parlare di un evento sconvolgente diciamo “è successo un quarantotto”. I moti del 1848 scoppiarono un po’ in tutta Europa contemporaneamente, e la popolazione partecipò ampiamente agli eventi. Nonostante i popoli delle diverse nazioni avessero obiettivi differenti, in Europa si respirava un’aria comune, poiché l’aspirazione condivisa era avere maggiore libertà. 

Cosa voleva il popolo durante i moti del 1848?

Gli insorti durante i moti del 1848 chiedevano:

  • L’indipendenza, poiché alcuni popoli erano governati da dinastie straniere, oppure erano inseriti in organismi politici multinazionali, o erano dominati da una potenza estera. In questa condizione si trovavano gli Italiani.
     
  • La rivendicazione dei diritti costituzionali: interessava ai popoli retti da governi assolutisti, dunque la maggior parte dei governi europei.
     
  • L’aspirazione all’unificazione in un solo organismo nazionale da parte dei popoli divisi sotto diverse sovranità.
     
  • L’ampliamento della partecipazione politica e riforme sociali. 

Un popolo era in rivolta per uno o più di questi motivi: per esempio, in Italia si lottava contro il sovrano straniero, per l’unificazione e per la Costituzione.

I moti del 1848 in Francia

Il popolo francese era scontento delle condizioni economiche del Paese, colpito dalla crisi agricola che aveva attanagliato l’intera Europa. I generi alimentari aumentarono di prezzo, e cadde la domanda dei manufatti con la conseguente crisi dell’industria. La monarchia orleanista d’altro canto dava più importanza agli interessi della borghesia finanziaria e non a quelli del popolo. Inoltre, per sedare le rivolte, il sovrano ricorreva all’uso della forza armata, difendendo gli interessi dei datori di lavoro. In questo clima allora si creò un fronte di opposizione alla monarchia, e al suo interno maturarono movimenti di ispirazione socialista, con programmi rivoluzionari. Nel febbraio 1848 il popolo parigino insorse, e il re venne cacciato: fu proclamata la Repubblica e introdotto il suffragio universale maschile. Inoltre, la giornata lavorativa degli operai fu ridotta a dieci ore per risolvere la disoccupazione furono istituite fabbriche gestite dallo stato. 

I moti del 1848 nell’Impero Asburgico

Nell’Impero Asburgico la situazione fu più complessa. A Vienna le forze liberali insorsero a marzo per chiedere un’Assemblea costituente eletta a suffragio universale: essi ottennero le dimissioni di Metternich, il primo ministro artefice della Restaurazione. Nelle capitali delle province assoggettate invece (Budapest, Praga, Milano, Venezia) i moti rivoluzionari scoppiarono per conquistare l’indipendenza da Vienna. L’imperatore Francesco Giuseppe fece parziali concessioni in un primo momento, ma poi represse le insurrezioni con la forza, così da riportare l’ordine nei suoi domini. Budapest allora si arrese nel 1849.

I moti del 1848 in Germania

Anche in Germania si svilupparono movimenti in favore delle riforme costituzionali, con esiti inizialmente positivi che spinsero i rivoluzionari ad impegnarsi per una reale unificazione della Germania. Nel maggio del 1848 si riunì a Francoforte un’Assemblea nazionale incaricata di tracciare le linee di un nuovo Stato tedesco. Il risultato fu la creazione di una “piccola” Germania, senza quindi i territori asburgici, e si tentò di creare una monarchia costituzionale. Ma Federico Guglielmo IV di Prussia, il sovrano, non aveva intenzione di diventare monarca costituzionale, dunque nell’aprile del 1849 rifiutò la corona e fece pressione per sciogliere l’Assemblea. 

Gli esiti dei moti del 1848

Nella maggior parte dei casi i moti del 1848 fallirono. Tuttavia, ci si rese conto che l’Europa aveva bisogno di importanti trasformazioni politiche per poter crescere economicamente e a livello civico. Le aree nazionali in cui tutte le aspirazioni furono sconfitte (Germania e Italia) in realtà, come si vedrà nelle vicende successive, furono le artefici di una nuova fase storica in Europa. Inoltre, Francia recupererà un maggiore peso politico, mentre l’Impero Asburgico avrà difficoltà a tenere uniti i propri domini.