Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
  • Visualizzato: 814 volte
  • Data: 2015-01-21
  • Autore: Redazione

Pablo Picasso

Vita e opere del celebre pittore spagnolo Pablo Picasso.

Lo spagnolo Pablo Picasso (1881-1973), figlio di un pittore, inizia a disegnare e dipingere in età molto precoce, rivelando, fin dall’inizio, un talento eccezionale. Nel 1900 si reca per la prima volta a Parigi, stringendo i primi rapporti con artisti e mercanti d’arte.

Il periodo blu

È nel 1901 che il pittore raggiunge un proprio stile, del tutto individuale, contraddistinto dall’uso esclusivo del colore blu. È un colore freddo, malinconico, statico, attraverso il quale il pittore esprime la tristezza sconsolata e senza speranza dei personaggi che rappresenta e verso i quali rivolge ora la sua attenzione: mendicanti, ciechi, girovaghi, tutti gli emarginati della società.  

Il periodo rosa

Nel 1904 dopo il trasferimento definitivo in Francia, Picasso muta il colore fondamentale dei suoi quadri: il cosiddetto periodo “rosa”. Mutano anche i soggetti invece dei derelitti, gli uomini del circo. Il colore rosa è certamente meno drammatico del blu, ma anche in questi arlecchini, clowns, acrobati, giovani e anziani, vi è una sottile e struggente malinconia che li imparenta con i poveri del periodo precedente. Uno dei suoi capolavori Les deimoselles d’Avignon non sono ancora il cubismo, ma sono la premessa necessaria.

Il periodo cubista

Nel 1909 Picasso trascorre l’estate in Spagna, e qui che nascono i primi paesaggi cubisti. Sono ancora evidenti i volumi e la prospettiva, Picasso rende una realtà solida, costruita, ordinata; una realtà che egli cerca di capire attraverso la forma. Dopo essere passato attraverso il “cubismo sintetico” e il “collage”, nel 1917 cambia ancora stile, e ha modo di conoscere la cultura classica e quella del rinascimento, grazie al suo viaggio in Italia.

Guernica

Nel suo ultimo periodo possiamo ricordare  una delle tele più famose ovvero Guernica, l’opera che meglio di ogni altra testimonia la partecipazione appassionata di Picasso alla sofferenza umana e il suo furente giudizio morale sulla violenza sanguinaria. La tela è ispirata all’evento bellico, durante la guerra civile spagnola, non documenta il fatto, ma è una protesta contro la violenza, la distruzione, contro la guerra in generale. La tela è la summa dell’arte picassiana. In essa si riassumono, i contenuti e gli strumenti linguistici sviluppati nel corso di tanti anni, da un lato torna la tematica del dramma umano, dall’altro l’esperienza cubista permette di giungere alla comprensione totale della realtà, oltre l’apparente collocazione nello spazio e nel tempo convenzionali, rivivendola interiormente.