Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
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  • Data: 2014-11-16
  • Autore: eliana ardizzone

Pierre Auguste Renoir

Vita e opere di Renoir, esponente dell'impressionismo francese.

In Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), la pittura esprime la gioia di vivere o, la gioia di partecipare alla vita di tutto ciò che ci circonda e di apprezzarne la bellezza al punto da sentire l’urgenza di fissare sulla tela il ricordo di ogni percezione visiva; perciò anche il dipingere è gioia per Renoir.

Le origini artistiche di Renoir sono simili a quelli degli altri impressionisti: insofferente delle regole scolastiche, preferisce studiare direttamente la natura ricomponendone in unità le singole parti.  
 

Bar au Moulin de la Galette

Tra i suoi dipinti più famosi vi è Bar au Moulin de la Galette (1876). Come tutti gli impressionisti Renoir sceglie il soggetto nella vita comune moderna: in questo caso un ballo all’aperto in un ritrovo di Montmartre (il celebre colle così importante nella vita artistica parigina), non un ballo aristocratico, ma un ballo di giovani qualunque nei loro vestiti giornalieri. Come tutti gli impressionisti ama il movimento e il ballo, con le coppie variamente atteggiate, che seguono un ritmo uguale per tutte, spostandosi da un luogo all’altro, è costituito dal movimento. Ma più degli altri impressionisti ama la vita; e questo quadro esprime lo slancio vitale nel concatenamento mobile delle figure in profondità e lateralmente, e, ancor più, nel gioioso ondeggiamento della luce che spiove dalle fronde degli alberi sovrastanti e tocca, qua e là, gli oggetti e le persone, determinando macchie luminose o riflettendosi, dal basso, verso i visi. Questo è veramente uno dei quadri fondamentali di tutta un’epoca; il movimento è transitorio, le impressioni fugaci si succedono le une alle altre, ovunque è uno scintillio di luci e colori che si tramutano.

Fra il 1881  e il 1882 Renoir visita l’Italia. Il viaggio italiano è soprattutto destinato ad allargare la conoscenza dei classici. A Venezia vede e ammira Tiziano e Veronese, a Firenze visita gli Uffizi, a Roma scopre Raffaello, di fronte alla cui perfezione si matura in lui quella crisi che dà una svolta alla sua arte. D’ora in poi, unendo il ricordo di Raffaello a quello di Ingres,

Renoir tende a una maggior costruttività della figura delineandola con il disegno. Ciò non significa un tradimento ai suoi principi ma, piuttosto, un’evoluzione, perché resta costante l’amore per la luce e la bellezza, in un trionfale accordo di colori, nei quali, gradualmente, i toni si fanno sempre più caldi, con il predominio del rosso.