Temi Terza Media

  • Materia: Temi Terza Media
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  • Data: 2014-09-02
  • Autore: Redazione

Racconto giallo ambientato a scuola

Racconto giallo ambientato a scuola per la Terza Media.

TRACCIA:

Inventa un racconto giallo: nella tua scuola si è verificato un furto: durante l'intervallo è scomparso l'astuccio di un tuo compagno. Soltanto tu, con le tue doti di investigatore, riuscirai a smascherare il colpevole.

SVOLGIMENTO:

Ieri eravamo tutti in classe e stavamo seguendo la lezione di italiano, era la quarta ora e non vedevamo l’ora che arrivasse l’una perché eravamo tutti molto stanchi perché era stata una giornata pesante.
Finalmente la professoressa ci ha detto che potevamo raccogliere le nostre cose quando ad un tratto il mio amico Marco si mette a dire che non trovava più il suo astuccio e che era molto preoccupato.
Dentro il suo astuccio, infatti, c’era una figurina molto rara di un calciatore.
Io ovviamente il nome non me lo ricordo perché non seguo il calcio ma lui diceva che era molto importante perché la figurina l’aveva scambiata proprio quella mattina prima che arrivasse la professoressa e che gli ce ne erano volute altre tre per averla tanto era rara.
Per questo gli è venuto subito il sospetto che qualcuno interessato alla figurina gli avesse preso l’astuccio.
Io all’inizio gli ho detto che non poteva accusare la gente senza avere le prove e che soprattutto poteva essere successo che, distratto com’è lui l’avrebbe potuto anche perdere o dimenticare da qualche parte.
Allora lui si è messo a dire che aveva tenuto d’occhio tutto il giorno il borsellino perché ci teneva proprio tanto e che non l’avrebbe perso per niente al mondo.
Continuava ad insistere a sospettare il furto.
Dovevamo indagare.
Come tutti i bravi investigatori sanno, il modo migliore per avere buone informazioni all’inizio di un’indagine è fare domande per prima cosa alla vittima.
Per cui ho interrogato per primo Marco e gli ho fatto diverse domande per esempio dove è avvenuto lo scambio di figurine, con chi le ha scambiate e soprattutto chi c’era mentre avvenivano le trattative e chi ascoltava le conversazioni.
Da questa prima fase della mia indagine ho capito che lo scambio di figurine era avvenuto in classe prima della prima ora e che ad assistere c’erano sicuramente almeno tre miei compagni se non si considera il nostro compagno Luigi con cui Marco ha scambiato le figurine.
Luigi non può essere stato perché lui se ha scambiato le figurine con Marco vuol dire che quella figurina ce l’aveva almeno doppia.
Poi escluderei anche Vincenzo perché lui negli ultimi giorni non ha fatto altro che vantarsi con tutti del fatto che aveva finito l’album e che aveva anche molte doppie.
I miei indagati quindi erano Luca e Fabrizio.
Loro non hanno finito l’album ed erano molto interessati a quella figurina.
Sono andata a interrogarli.
Luca si è subito giustificato dicendo che proprio ieri è arrivato in ritardo per cui Marco si doveva per forza essere sbagliato e lui non aveva assistito a nessuno scambio di figurine e che se volevo potevo pure chiedere agli altri compagni o alla professoressa. In effetti mi sono ricordata subito che la professoressa l’aveva sgridato per il ritardo.
Restava Fabrizio. Dovevo metterlo alle strette e per farlo mi è venuta un’idea geniale.
Sapevo che al compleanno a Marco era stato regalato un nuovo borsellino che però non aveva mostrato a nessuno e che aveva portato a scuola per la prima volta e che per evitare di perdere la figurina l’aveva tenuto sempre nello zaino tutto il giorno.
Questa poteva essere l’arma che avrebbe smascherato Fabrizio.
La cosa che dovevo fare era chiedergli di che colore era il borsellino di Marco. 
Se mi avesse detto il colore di quello vecchio, allora si sarebbe scagionato, se invece mi avesse detto il colore di quello nuovo allora si sarebbe incastrato con le sue mani.
Così è stato. Solo chi aveva preso l’astuccio poteva sapere di che colore era.
Quello che ho fatto non è stato accusare Fabrizio né con i professori né con Marco. Gli ho solo chiesto di restituire la figurina e il borsellino e che se non l’avesse fatto lo avrei accusato.
Un altro mistero è stato risolto e Marco è rimasto contento.