Educazione Artistica

  • Materia: Educazione Artistica
  • Visualizzato: 854 volte
  • Data: 2014-11-16
  • Autore: eliana ardizzone

Romanticismo

Il Romanticismo nelle arti figurative: temi ed esponenti maggiori.

Con il termine Romanticismo si tende indicare generalmente quell’esperienza culturale e artistica che, a partire dal secondo Settecento e fino alla metà dell’Ottocento, si contrappone al classicismo, puntando sulla riscoperta della fantasia e dell’irrazionalità, del sentimento e dell’ingenuità, in una più intima compenetrazione di uomo e natura.

Caratteristiche del Romanticismo

Le caratteristiche formali e stilistiche dei più significativi artisti del Romanticismo si sono differenziate almeno secondo due grandi linee di tendenza, ben radicate, entrambe, nelle tradizioni pittoriche dei secoli passati. Per alcuni è fondamentale la disciplina del disegno, con risultati che appaiono di più compiuta finezza; per altri il colore che tende a prevalere sui limiti costituiti dal contorno.

Per quanto riguarda le arti figurative non si può parlare di uno stile romantico vero e proprio ma piuttosto di una nuova sensibilità che esalta la libertà creativa dell’artista che non è costretto più a seguire gli accademismi neoclassici ma può esprimere la propria individualità attraverso la fantasia, l’immaginazione e il sogno. L’arte non è più imitazione della natura ma espressione del sentimento individuale, un forte senso di inquietudine  prende il posto delle armoniche visioni neoclassiche. Questa nuova sensibilità è affascinata dalla potenza della natura che si riflette nella riabilitazione della pittura di paesaggio che da genere minore acquista in questo periodo la dignità della pittura religiosa e mitologica.

Il Romanticismo al suo interno comprende tendenze diverse e contraddittorie, alcune tese al recupero del passato e alla rivalutazione del Medioevo, altre attente al presente e all’attualità.

Géricault: La zattera della Medusa

Espressione di queste ultime è il dipinto La Zattera della Medusa realizzato da Géricault: preparando il terreno all’affermazione del realismo, per la prima volta un evento contemporaneo è rappresentato in quadri di grandi dimensioni, rendendo protagonisti non eroi mitologici ma degli sconosciuti, vittime delle sopraffazioni sociali.