Temi svolti

  • Materia: Temi svolti
  • Visualizzato: 26139 volte
  • Data: 2014-10-09
  • Autore: ilaria fabiano

Diario su un litigio

Tema svolto come pagina di diario in cui si racconta un litigio.

Traccia:

Scrivi una pagina di diario in cui racconti un litigio.

Svolgimento:

Caro diario,
oggi sono veramente triste e arrabbiato. Ho litigato di nuovo con Maurizio, perché me ne ha combinata una delle sue solite. Stamattina siamo entrati in classe e la professoressa di matematica ci aveva già detto che avremmo fatto il compito in classe. Maurizio come sempre si siede vicino a me, con la speranza che io gli suggerisca le soluzioni, ma io cerco sempre di allontanarmi perché stare vicino a lui significa avere guai. La professoressa spiega su cosa si svolgerà il compito e ci detta le operazioni da svolgere, raccomandandoci in tutti i modi di non parlare tra di noi, e se abbiamo bisogno di andare in bagno o di fazzoletti di chiederlo a lei. Al primo che parla metterà direttamente due sul compito. Io, conoscendo la professoressa, che è molto severa e quando dice una cosa la fa, mi metto buono buono nel mio banco, facendomi i fatti miei e inizio il compito. Passato un quarto d’ora Maurizio inizia sotto voce a chiedermi come era la prima operazione, io cerco di non rispondere, ma lui insiste e riesco a dirgli la prima, senza farmi scoprire, aggiungendo anche la raccomandazione di non disturbarmi. Continuo ancora il mio compito, passa un altro quarto d’ora, e di nuovo mi sento chiamare, non rispondo, e lui insiste, insiste, insiste, e inizio a innervosirmi e a dirgli di finirla. Purtroppo la mia professoressa ci sente, e inizia a chiamarci: “Marco e Maurizio ridatemi il foglio, vi metto due”. Io cerco in tutti i modi di spiegargli che non gli stavo passando nulla, ma era lui a chiedermi insistentemente i risultati delle operazioni. Lui non dice niente, se ne sta fermo e non ammette la verità. “Non mi interessa, metto comunque a entrambi due, perché deve essere d’esempio a tutta la classe”. Arriva l’ora della ricreazione e prendo da parte Maurizio. Inizio a chiedergli se si è reso conto di quello che mi ha fatto, che tra compagni non si dovrebbe fare una cosa del genere, che io mi applico sempre nello studio, per rendere felici i miei e lui così mi ha rovinato la giornata, perché quando tornerò a casa e la mamma mi chiederà com’è andato il compito di matematica, io le dovrò dire la verità, perché tanto lo scoprirebbe, e darebbe comunque la colpa a me, perché sono troppo buono. Lui non mi chiede per niente scusa, anzi con l’aria da bulletto, inizia a spingermi, a minacciarmi di non alzare la voce con lui che antrimenti mi picchia. Io che non sono un tipo manesco, evito di ritornargli la spinta, anche perché di nuovo ne andrei di mezzo. I miei compagni cercano di calmarci e dividerci lo stesso, io intanto gli urlo contro che con me ha chiuso e non mi deve guardare più in faccia. Tutto nervoso torno in classe e la professoressa di italiano vede il mio stato d’animo, ci chiede che succede e io cerco di trattenere, fino a quando arrivo a casa e butto un pugno alla porta di camera mia. Racconto tutto a mamma, che mi dà solo un grande abbraccio e mi consiglia di lasciarlo perdere, che non vale la pena arrabbiarsi per uno stupido del genere. Mi perdona per quello che è successo e io finalmente mi calmo. Caro diario è davvero brutto essere puniti per qualcosa che non si è commesso.