Temi svolti

  • Materia: Temi svolti
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  • Data: 2014-10-02
  • Autore: Redazione

Tema su un personaggio dell'Iliade e Odissea

Tema svolto su un personaggio dell'Iliade o dell'Odissea

Traccia:

Un personaggio dell'Iliade o dell'Odissea che ti ha particolarmente colpito.

Svolgimento:


Il personaggio che mi ha colpito di più è Ulisse, che tra l’altro compare sia nell’Iliade che nell’Odissea. È il più astuto e intelligente, sa cavarsela in tutte le situazioni sfruttando appunto l’ingegno insieme alla forza fisica. È colui che è considerato l’ideatore del cavallo di Troia, costruito in legno, visto dagli stessi Troiani come un dono degli dèi. Una volta all’interno della città, dalla sua pancia uscirono i Greci e riuscirono a vincere la guerra. Un oracolo aveva predetto ad Ulisse, che se avesse partecipato alla guerra di Troia, il suo destino sarebbe stato quello di vagare venti anni, prima di tornare alla sua amata Itaca, dove l’aspettava con tanto amore suo figlio Telemaco e la sua bella moglie Penelope, tessendo la famosa tela, per non andare sposa a nessuno dei Proci, invasori della sua dimora. Egli dovette affrontare tanti ostacoli: navigare in terre pericolose, come quella dei Ciconi, dei Lotofagi, dei Lestrigoni, combattere anche contro la maledizione della maga Circe e il canto delle sirene, essere prigioniero della bella Calipso, per sette anni, poiché a tutti i costi lo voleva in sposo; discendere nell’Ade per purificarsi. Ma soprattutto combattere contro i mostri giganteschi, il primo dei quali è  Polifemo, figlio del dio Poseidone, contro il quale Ulisse  manifesta tutto il suo grande ingegno per sfuggire alle grinfie del gigante. Giungono infatti nella sua grotta, che nel frattempo è uscito a pascolare le pecore, e trovano formaggi enormi e il latte. I compagni pregano Ulisse di prendere i formaggi, rimettersi in mare e scappare, ma l'eroe vuole ricevere i doni dell'ospitalità. Polifemo ritorna e  quando li vede, prende due compagni di Odisseo e li divora. Poi si mette a dormire, così Ulisse medita come scappare e  vede un ramo d'ulivo, gigantesco, ancora verde,  che Polifemo aveva conservato per farne un bastone e ordina ai compagni di tagliarne un pezzo e intanto lui lo appuntisce. La sera dopo l'eroe offre al ciclope il vino, Polifemo si ubriaca e chiede a Ulisse il suo nome, e lui risponde  "Nessuno". Il ciclope si addormenta e Ulisse e i compagni colgono l'occasione: prendono il ramo e accecano l'unico occhio del ciclope. Gli altri due fratelli di Polifemo accorrono ma ritornano indietro quando il ciclope dice: "Nessuno, amici, mi uccide con l'inganno e non con la forza". La mattina dopo Polifemo fa uscire a pascolare le sue pecore, ma per evitare che qualcuno fugga, stende le mani in modo da toccare le pecore. Allora l'eroe e i suoi compagni si legano sotto dei montoni, riuscendo così a sfuggire. Altri mostri sono Scilla e Cariddi, che divorano altri sei compagni. Il ritorno a casa però sembra vicino, infatti dopo essere sbarcato nella terra dei Feaci, Ulisse si presenta a casa, come un mendicante. Qui, preso in giro dai Proci, partecipa alla gara di arco organizzata da Penelope, che aveva promesso di consegnarsi in sposa a colui che sarebbe riuscito a scoccare una freccia dal pesante arco del marito facendola passare per i buchi di dodici scuri allineate. Nessuno dei pretendenti riesce anche solo a tendere l'arco, e così Ulisse chiede di poter fare un tentativo, dopo aver scaldato l'arma sulla fiamma, riesce perfettamente nell'impresa di tendere l'arco e scoccare. A questo punto, non gli rimane che scatenare la vendetta che aveva attentamente preparato con alcuni compagni e il figlio, riuscendo a sconfiggere i Proci, e   a riabbracciare sua moglie Penelope. Ulisse ci insegna che la forza fisica non basta, l’importante è sfruttare l’intelligenza che uno possiede.