Elezioni Politiche 2018: la guida

Il 4 marzo 2018 si sono tenute in tutta Italia le Elezioni Politiche 2018 per il Senato e la Camera dei deputati. Le elezioni si sono svolte in anticipo rispetto a quanto era stato previsto e hanno seguito lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, avvenuto lo scorso 28 dicembre. Questa è la tua prima volta e tra schede elettorali, tessera elettorale, candidati e partiti hai la testa letteralmente in fumo? Il Rosatellum è stato un bel problema, visto quanto era complicato ed anche i risultati difficili da interpretare; ecco perché abbiamo pensato a questa guida per te. Sei pronto?

Se vuoi sapere chi ha vinto, intanto leggi:

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Elezioni italiane 2018: il Rosatellum

Innanzitutto dobbiamo precisare una cosa: le elezioni 2018 si sono svolt con il sistema introdotto dalla legge numero 165 del 3 novembre 2017, chiamata Rosatellum o Rosatellum bis dal nome del suo ideatore, Ettore Rosato. In base alla nuova legge elettorale i 630 seggi della Camera sono assegnati in questo modo:

  • 386 piccoli collegi uninominali
  • 232 collegi uninominali (1 candidato per coalizione)
  • 12 in circoscrizione estera

I 315 seggi del Senato saranno invece così ripartiti:

  • 193 collegi plurinominali
  • 116 collegi uninominali
  • 6 in circoscrizione estera

La soglia di sbarramento nella quota proporzionale è fissata, su base nazionale, al 3%. Per le liste relative alle minoranze linguistiche la soglia è invece fissata al 20% nella regione di riferimento. Inoltre, il Rosatellum prevede le coalizioni all’interno della scheda elettorale. In pratica, un gruppo di liste può sostenere un candidato nell’uninominale o le liste possono concorrere per se stesse nel proporzionale.

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Come avete votato alle elezioni politiche 2018?

Visto che è cambiata la legge elettorale, ci sono state alcune modifiche nella scheda elettorale, la medesima sia per la Camera che per il Senato. Al suo interno avete trovato il nome del candidato per il collegio uninominale e i simboli di ogni lista o coalizione per il plurinominale. Per votare bisognava tracciare un segno:

  • sul contrassegno della lista, con cui si voterà anche per il candidato uninominale
  • sul nome del candidato uninominale collegato alle liste in coalizione

Se si è tracciato un segno sul nome del candidato uninominale e sulle liste a cui è collegato, il voto risulterà valido. Non è stato valido nel caso venga posto un segno sul nome di un candidato e su una lista o coalizione non legata a lui.

Elezioni Politiche in Italia: candidati e partiti 2018

Ecco un piccolo elenco dei candidati e dei partiti delle Elezioni politiche 2018, per sapere cosa avete votato:

Sinistra

  • Liberi e Uguali con Pietro Grasso
    Centrosinistra
  • Partito Democratico con Matteo Renzi
  • Civica Popolare con Beatrice Lorenzin
  • Lista + Europa con Emma Bonino

Centrodestra

  • Forza Italia con Silvio Berlusconi
  • Lega con Matteo Salvini
  • Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni
  • Noi con l’Italia con Raffaele Fitto
  • Energie per l’Italia con Stefano Parisi
  • Udeur con Clemente Mastella

Altre formazioni politiche

  • Movimento 5 Stelle con Luigi Di Maio
  • Rinascimento con Vittorio Sgarbi
    Potere al Popolo con Viola Carofalo
  • Casapound con Simone di Stefano.

Per quanto riguarda i candidati, di solito ogni partito indica il nome del candidato premier: tra i nomi sicuri figurano Matteo Renzi con il Partito Democratico e Luigi di Maio con il Movimento 5 Stelle.

Leggi anche: Elezioni 2018, programmi dei partiti

Elezioni 2018, come votare fuori sede

Il voto è vincolato alla residenza, per cui se lavoravi in un’altra regione dovevi tornare al tuo comune e votare presso il seggio stabilito: in questo caso lo stato offriva agevolazioni rimborsando le spese relative al viaggio in treno, nave e aereo. Potevano votare fuori sede i ricoverati in ospedale o nelle case di cura, i militari, i naviganti, le Forze dell’ordine, i rappresentanti di lista e coloro che prestano servizio al seggio.

Elezioni regionali 2018: le regioni e la data

In alcune regioni il 4 marzo 2018 si sono svolte anche le elezioni regionali: Lazio, Lombardia e Molise. Per quanto riguarda invece il Friuli Venezia Giulia, le elezioni si svolgeranno intorno alla fine di aprile, mentre nel Trentino Alto Adige a fine maggio.

Per approfondire:

Tessera elettorale: cosa sapere

Infine, non dimentichiamo una cosa importantissima: la tessera elettorale! Si tratta di un documento che ti viene inviato al compimento dei 18 anni e serve per votare e attestare la regolare iscrizione nelle liste elettorali del comune di residenza. La tessera è gratuita e permanente e contiene i dati anagrafici, la sezione elettorale di appartenenza, la sede dove votare, i collegi elettorali di appartenenza e 18 spazi su cui viene posto il timbro del Presidente del seggio elettorale. Nel caso in cui si dovessero esaurire gli spazi occorrerà recarsi presso il comune per richiedere una nuova tessera. Ciò dovrà essere fatto anche in caso di furto e smarrimento della tessera elettorale, ma in questo caso occorre prima fare una denuncia presso i carabinieri o la polizia.

Elezioni 2018: gli errori da non commettere

Gli errori più comuni che bisognava evitare:

  • Niente foto in cabina elettoraleBriatore docet: il voto viene annullato;
  • Niente voto disgiunto: anche qui voto perso;
  • Non si vota il sabato ma solo la domenica
  • Non si vota senza documento e tessera elettorale
  • Non si deve inserire la scheda nell’urna
  • Niente cellulare e armi
  • Non si può accompagnare più di un disabile

Elezioni 2018: differenza tra mandato esplorativo e preincarico

E’ importante a questo punto capire la differenza tra mandato esplorativo e preincarico perché queste due sono le soluzioni che appaiono più certe al momento, dopo gli sconvolgenti risultati delle Elezioni 2018. Si parla di mandato esplorativo quando il Presidente della Repubblica incarica una terza personalità (Presidente della Camera o Presidente del Senato) di indagare sulle possibili coalizioni per formare il governo; si parla invece di mandato esplorativo quando questo compito viene affidato a quello che si presumerà essere il prossimo premier.