25 APRILE: RIASSUNTO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA

Il 25 aprile è uno dei giorni più amati dagli studenti (e non solo) perché in Italia è giorno di festa a livello nazionale. Tuttavia, come saprete, questa data non è solo un'occasione per non andare a scuola, ma ha un importante valore storico perché con essa si ricorda la Liberazione d’Italia dall’occupazione nazifascista, avvenuta nel 1945.
Stai studiando a scuola la Seconda Guerra Mondiale e stai cercando una sintesi su uno degli eventi più importanti della storia italiana? Di seguito troverai quello che fa per te: un riassunto sulla Liberazione d’Italia per capire cos’è successo il 25 aprile 1945 e perché si continua a ricordare ancora oggi.

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25 APRILE E LIBERAZIONE D’ITALIA RIASSUNTO: GLI ANTEFATTI

Prima di passare a descrivere cosa è successo il 25 aprile 1945 e perché questa data è stata scelta come festa nazionale, è necessario fare un breve riassunto sulla situazione in Italia in quegli anni. Come saprete, nel 1945 arriva a conclusione la Seconda Guerra Mondiale, iniziata ufficialmente nel settembre 1939, in seguito all’invasione della Polonia da parte della Germania Nazista di Hitler. L’Italia, allora guidata da Benito Mussolini e alleata con le altre potenze dell'Asse – Germania e Giappone – decise in una fase iniziale di non entrare in guerra, dichiarando la stato di “non belligeranza”.
Tuttavia, il nostro Paese fece l’ingresso in campo il 10 giugno 1940: il Paese, infatti, si era convinto che Hitler stesse portando a compimento la “Guerra-lampo”, dato che già sei nazioni europee erano capitolate sotto il dominio nazista e che anche la Francia stava per arrendersi. Mussolini dichiarò che si sarebbe trattata di una “guerra parallela”, ossia che l’Italia avrebbe combattuto su fronti diversi da quelli tedeschi. Tre furono i fronti aperti dall’Italia, che si rivelarono un disastro visto l’impreparazione militare e di mezzi dell’esercito italiano:

  • Il fronte africano (giugno 1940 – novembre 1941): l’Italia, combattendo contro gli Inglesi, perse le sue colonie – Etopia, Eritrea e Somalia. Per salvare la Libia e fermare momentaneamente l’avanzata inglese, fu necessario l’arrivo dei tedeschi guidati dal Comandante Rommel.
  • Il fronte del Mediterraneo (settembre 1940 – marzo 1941): nonostante la forza della Marina Militare italiana, l’incompetenza dello Stato Maggiore fece sì che anche gli sforzi di marina e aviazione italiana per assicurarsi i rifornimenti tra l’Italia e l’Africa fossero un fallimento.
  • Il fronte greco (ottobre 1940 – aprile 1941): a questo punto, Mussolini provò a conquistare la Grecia, ma anche in questo caso non ci riuscì, dovendo essere aiutato dai Tedeschi, che invasero la Iugoslavia. Da allora, le truppe italiane divennero subordinate a quelle tedesche.

Molti italiani vennero mandati a combattere sugli altri fronti, in particolare sul fronte russo (l’ARMIR combatté a fianco della Wermacht tra il 1942 e il 1943). Fallita la guerra lampo e arrivate le prime disfatte dalla Russia, la popolazione italiana iniziò a mostrare i primi segni di protesta contro la guerra. Inoltre, il 10 luglio 1943, le forze Alleate (7° Armata Statunitense e l’8° armata britannica) sbarcarono in Sicilia, iniziando a occupare l’isola. A questo punto, Re Vittorio Emanuele III decise di appoggiare i piani per destituire il Duce. Il 24 luglio 1943 fu convocato il Gran Consiglio del Fascismo (che non si teneva dal 1939), durante il quale fu approvato l’ordine del giorno Grandi con il quale si invitava Mussolini a restituire il comando delle forze al Re.
Il giorno successivo, il 25 luglio, il Re fece arrestare Mussolini: questa data è ricordata come la caduta del Fascismo. Vittorio Emanuele III nominò come nuovo capo del governo Pietro Badoglio, il quale, il 3 settembre 1943, firmò segretamente l’armistizio con gli Alleati. La notizia dell’Armistizio fu comunicata a tutti (incluse le truppe italiane) solo l’8 settembre 1943, con conseguenze tragiche: gli Alleati, che avevano risalito l’Italia meridionale, restarono bloccati a Cassino, mentre il resto d’Italia venne lasciato alla mercé dei nazisti. Il 12 settembre 1943, poi Hitler fece liberare Mussolini (era in prigione sul Gran Sasso) che fondò nel centro nord d'Italia, la Repubblica Sociale Italiana, conosciuta anche con il nome di Repubblica di Salò, che combatteva a fianco dei Tedeschi in funzione anti-alleata.

25 APRILE E LIBERAZIONE D’ITALIA RIASSUNTO: LA RESISTENZA

Oltre agli Alleati che cercavano di risalire la penisola italiana sconfiggendo i nazisti e i repubblichini di Salò, si crearono in Italia alcuni movimenti di Resistenza, che ebbero un ruolo importante, tra il 1943 e il 1943, per la lotta contro il fascismo e il nazismo. La lotta partigiana era coordinata dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) e ben presto assunse i connotati di una vera e propria guerra civile (partigiani vs fascisti di Salò).
Alla lotta partigiana parteciparono persone di ogni età, censo, sesso, religione, provenienza geografica e politica (comunisti, socialisti, democristiani, azionisti, liberali, demolaburisti), uniti in nome dell’Antifascismo. Nonostante alle azioni di gruppi partigiani contro le forze dell’Asse siano seguiti dei massacri – si pensi agli eccidi commessi dai Nazisti alle Fosse Ardeantine di Roma, a Sant’Anna di Stazzema e a Marzabotto – le forze partigiane diventarono sempre più strutturate e militari, organizzandosi in brigate. Le più famose sono le brigate "Garibaldi", le "Giustizia e Libertà", le "Matteotti", le "Mazzini" e le "Autonome". I partigiani hanno combattuto quindi una sorta di guerra parallela agli Alleati contro le forze fasciste e naziste, che portò, nella primavera-estate del 1944 allo sfondamento della linea Gustav da parte delle forze anglo-americane e alla liberazione dell’Italia Centrale, fino al Piemonte.
Gli alleati trovarono nuova resistenza sulla linea Gotica, che venne sfondata solo nella primavera del 1945, mentre l’attività partigiana andava intensificandosi.

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LIBERAZIONE D’ITALIA RIASSUNTO: COSA SUCCESSE IL 25 APRILE 1945

A questo punto, la penisola era quasi del tutto liberata e con lo sfondamento della linea Gotica e la resistenza partigiana, le forze nazifasciste erano sull’orlo della sconfitta. “Arrendersi o perire!” fu quindi la parola d'ordine usata dei partigiani in quei giorni per invocare l’aiuto e la partecipazione di militari e civili per combattere definitivamente il regime nazi-fascista. Il 10 aprile il Partito Comunista emanò la “Direttiva n. 16″, in cui si dichiarava che era giunta l’ora di “scatenare l’attacco definitivo”: così i partigiani iniziarono una serie di attacchi verso le città. Il 25 aprile 1945, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi costringendoli alla resa.
Nel frattempo, proprio a ridosso del 25 aprile 1945, i soldati tedeschi e della Repubblica di Salò cominciarono a ritirarsi da Milano e da Torino, dove la popolazione si era ribellata. A Milano, in particolare, era stato proclamato, a partire dalla mattina del giorno precedente, uno sciopero generale, annunciato alla radio “Milano Libera” da Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale. La sera del 25 aprile Benito Mussolini abbandonò Milano per dirigersi verso Como: verrà catturato dai partigiani due giorni dopo e ucciso il 28 aprile. La guerra non si concluse il 25 aprile 1945, ma continuò anche nei giorni successivi.
Tuttavia, una volta terminata la guerra, si decise di dichiarare il 25 aprile festa nazionale come data simbolica della Liberazione d’Italia in quanto in quella data erano state liberate Milano e Torino, stabilendo, di fatto, la disfatta delle forze nemiche. Ancora oggi la data viene ricordata con molta commozione in Italia poichè si ricorda il sacrificio di tantissimi italiani, uomini e donne della Resistenza, che, insieme agli Alleati, liberarono la penisola dal nazifascismo.

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