Aldo Moro, uno dei fondatori della Democrazia Cristiana, rappresentante alla Costituente, fu cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri, ideatore della “terza fase” nota come “compromesso storico” o “alternativa democratica” e triste protagonista di un sequestro che terrà tutta la politica e il popolo italiano con il fiato sospeso nel 1978.
Approfondiamo nel dettaglio la vita di Aldo Moro, i particolari del suo rapimento e ricordiamolo attraverso alcune delle sue citazioni più celebri:


Aldo Moro stringe la mano a Enrico Berlinguer

Biografia di Aldo Moro

Aldo Romeo Luigi Moro nacque a Maglie, in provincia di Lecce, il 23 settembre 1916. Suo padre era un ispettore scolastico, sua madre Fida Stinchi un’insegnante elementare di Cosenza.

Infanzia e Studi

Conseguì la Maturità Classica al Liceo Archita di Taranto. Si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Bari, dove si laureò con una tesi su “La capacità giuridica penale”. Ottenne la docenza in filosofia del diritto e di politica coloniale alla stessa università nel 1941. Entrò a far parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana di Bari, di cui divenne presidente nel 1939; in questo periodo prese i voti nella Fraternità Laica di San Domenico.

Carriera politica

Negli anni quaranta sviluppò l’impegno politico nella FUCI, di cui fu presidente dal 1939 al 1943. Dal 1945 al 1946 diresse il Movimento Laureati dell’Azione Cattolica. Nel 1946 venne eletto all’Assemblea Costituente e diventò ufficialmente uno dei settantacinque incaricati di redigere il testo costituzionale. Nelle elezioni dell’aprile 1948 venne eletto alla Camera e fino al 1959 ricoprì alcuni fra gli incarichi governativi più importanti: nel quinto governo De Gasperi  fu nominato sottosegretario agli esteri. Nel 1955, con il primo governo Segni, fu ministro di Grazia e Giustizia. Due anni dopo, fu ministro della Pubblica Istruzione nel governo Zoli. È a lui che si deve l’introduzione dell’educazione civica come materia d’insegnamento nelle scuole elementari e medie. Il 1959 fu l’anno della svolta: ottenne la segreteria della DC, che lui stesso aveva contribuito a fondare.

Gli anni della Presidenza

Nel 1963  diventa Presidente del Consiglio di un governo che vede la partecipazione dei socialisti; ma gli elettori puniscono i partiti del centro sinistra e determinano, di fatto, la crisi. Nel 1974 riesce a costituire il suo quarto governo, ma l’anno successivo alle elezioni amministrative del 1975 il PCI ottiene un grande consenso, ribaltando tutto e riportando al centro del dibattito politico la strategia che Moro sostiene da tempo: per dare una nuova spinta riformista al Paese, bisogna coinvolgere il PCI nella compagine governativa. L’incontro comunque problematico fra PCI e DC spingerà l’estrema sinistra a boicottare il PCI e ad un evento che cambierà per sempre le sorti di Moro e della sua politica, proprio nel giorno del primo dibattito sulla fiducia al nuovo governo Andreotti IV.

Il sequestro

Il 16 marzo 1978 un gruppo di appartenenti alle Brigate Rosse, organizzazione terroristica di estrema sinistra, uccise in Via Fani, a Roma, i cinque poliziotti che formavano la scorta di Aldo Moro e lo rapì. Durante i cinquantacinque giorni della prigionia di Moro si confrontarono una coalizione di PCI e DC, che rifiutava ogni trattativa che potesse significare il riconoscimento delle Brigate Rosse come avversario politico e il PSI, che intendeva, invece, trattare come chiedeva anche Moro nelle lettere fatte pervenire dalla sua prigione ad alcuni uomini politici.

Aldo Moro: morte e ritrovamento

Rinchiuso nel covo rosso di via Camillo Montalcini per quasi due mesi, dopo quasi due mesi Aldo Moro venne ucciso dalle Brigate Rosse. Lo fecero salire dentro il portabagagli di un’automobile Renault 4 rossa rubata e gli dissero di sdraiarsi e coprirsi con una coperta dicendo che avevano intenzione di trasportarlo in un nascondiglio più sicuro; poi gli spararono dieci cartucce. Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato nella stessa auto il 9 maggio a Roma in via Caetani, a metà strada tra la sede della DC e del PCI. Aveva 61 anni. Alla cerimonia pubblica tenuta da Papa Paolo VI, amico e alleato dello statista, il successivo 13 maggio non partecipò la famiglia, che non permise neanche il trasporto del corpo, ritenendo che lo stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Moro.

Frasi più belle di Aldo Moro

Di seguito riportiamo alcune citazioni del noto statista ed uomo politico, tristemente noto per essere morto in seguito al sequestro per mano delle Brigate Rosse:

  • Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.
  • La razza è l’elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l’individuazione del settore particolare della esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo delle particolarità dello Stato.
  • Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà.
  • Non ci devono essere vittime sacrificali, non si devono fare sacrifici umani… La Dc fa quadrato attorno ai suoi uomini… Non ci processerete sulle piazze, non ci lasceremo processare.
  • Il rinvio è il momento significativo di ogni disegno riformatore.
  • La vera libertà si vive faticosamente tra continue insidie
  • Per fare le cose, occorre tutto il tempo che occorre.
  • Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre illuminante.
  • L’equilibrio tra le crescenti libertà della società moderna ed il potere necessario all’ordine collettivo è fra i più grandi, se non il più grande problema della nostra epoca.
  • Io credo dunque nei partiti; nei partiti, diversi come sono diversi gli uomini e le loro intuizioni, come son diversi gli interessi e gli ideali che essi esprimono.

Aldo Moro: risorse per lo studio

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