Storia di Auschwitz, il Campo nazista della Morte

Auschwitz è il campo di concentramento più famoso del regime nazista della Seconda Guerra Mondiale, un luogo  per organizzate uccisioni di massa e per lo sterminio degli ebrei. L’idea di un campo ad Auschwitz nacque constatando l’affollamento delle prigioni dell’Alta Slesia e delle regioni confinanti e dall’esigenza portata avanti dal regime nazista degli arresti di massa e le deportazioni. Ormai però i campi esistenti erano insufficienti ad accogliere tutti i detenuti così il 27 Aprile 1940 Himmler diede l’ordine di aprire ad Auschwitz un campo di concentramento e di ampliarlo ricorrendo all’impiego dei prigionieri. Il campo venne aperto a Oświęcim (Auschwitz in lingua tedesca) che si trovava nel territorio polacco incorporato nel terzo Reich in un punto di snodo importante per il collegamento ferroviario con la Germania. Alla fine del mese di aprile del 1940 iniziarono i lavori di sistemazione ed il 14 giugno 1940 vennero internati i primi 728 prigionieri politici polacchi, ecclesiastici ed anche ebrei. Con questo primo trasporto iniziò l’atroce esistenza del Campo di sterminio di Auschwitz.

Per approfondire:

Arbeit Macht Frei

Il lavoro rende liberi, questa è la traduzione della scritta all’igresso del Campo di Auschwitz. Fu il fabbro polacco Jan Liwacz, deportato nel campo come oppositore politico, ma non ebreo, a costruire la scritta:  per una sommessa rivolta contro i nazisti, saldò la lettera B di ARBEIT al contrario. Ancora oggi è visibile, ma è una copia, all’ingresso di uno dei luoghi più nefasti della storia contemporanea. Auschwitz è ricordato come il luogo della morte per eccellenza perchè anche se fino alla fine del 1941 ebbe la funzione di campo di concentramento, dal 1942, in base agli accordi stipulati il 20 Gennaio 1942 durante la Conferenza di Wannsee circa la “soluzione finale della questione ebraica”, divenne il più grande centro di sterminio degli ebrei provenienti dai vari paesi europei.

Il Campo di concentramento di Auschwitz

Il campo di concentramento di Auschwitz è  un enorme complesso di campi che comprendeva il campo base, realizzato nel 1940  e detto il Campo di Auschwitz I; il Campo di Auschwitz II – Birkenau realizzato nel 1942, posto a a circa tre chilometri dal Campo base; il Campo di Auschwitz III – Monowitz ( dove fu internato anche Primo Levi)  e circa 45 sotto-campi  e più di 40 chilometri quadrati di area di competenza del Campo.

Auschwitz I

Il campo base era un Konzentrationslager, che letteralmente significa campo di concentramento. Fu aperto il 14 giugno 1940 e al suo interno si trovava il centro amministrativo dell’intero complesso. Da campo di internamento si trasformò in campo di sterminio quando nella camera a gas ricavata nell’obitorio del crematorio furono uccise moltissime persone e soprattutto quando, nel 1941, venne sperimentato per la prima volta il il gas Zyklon B, poi usato per lo sterminio degli ebrei. Altri qui morirono per le condizioni di lavoro, per esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, e criminali esperimenti medici.

Auschwitz II (Birkenau)

Il campo, situato nell’omonimo villaggio di Brzezinka, distava circa tre chilometri dal campo principale e fu operativo dall’8 ottobre 1941. Birkenau era il più vasto Konzentrationslager del regime nazista ma fu anche un Vernichtungslager, cioè un campo di sterminio. Al suo interno c’erano quattro grandi Crematori e fosse ardenti, dette i Roghi, per gettare ininterrottamente giorno e notte persone che non potevano essere smaltite altrove. Qui vennero uccisi oltre un milione di persone.

Auschwitz III (Monowitz)

Monowitz era un campo di lavoro, in tedesco Arbeitslager. Era situato a qualche chilometro dal campo base, nei pressi del complesso industriale Buna Werke per la produzione di gomma sintetica ma che in realtà non funzionò mai per lo scopo per cui era nato.  Fu operativo dal 31 ottobre 1942 e alloggiò fino a 12.000 internati, tra cui Primo Levi ed Elie Wiesel.

Auschwitz e la gestione dei prigionieri

Difficile sapere il numero preciso delle persone internate, deportate, detenute e uccise all’interno del campo. In base agli studi storici si stima che circa 1.300.000 persone furono deportate e che circa 1.100.000 vi trovarono la morte nei modi più disparati: fucilati, impiccati, per inedia, freddo malattie ed epidemie, per iniezioni letali e nelle camere a gas. La maggioranza delle vittime furono ebrei: circa 1.100.000 deportati e circa un milione uccisi; si contano, inoltre, circa 150.000 polacchi  deportati e quasi 23.000  tra Sinti e Rom uccisi; son circa 25.000 le vittime di altre nazionalità. Circa 400.000 furono iprigionieri registrati e contraddistinti da numeri e simboli: triangoli, stelle (per gli ebrei) ed altri tipi di simboli indicanti la ragione della  prigionia e la loro categoria:

  • I prigionieri Politici e gli oppositori del regime nazista erano contraddistinti da un triangolo rosso
  • Gli ebrei erano contrassegnati da due triangoli sovrapposti in modo da formare una stella: un triangolo giallo ed uno del colore della categoria a cui appartenevano.
  • I prigionieri asociali, come gli zingari e le prostitute erano contraddistinti da un triangolo nero
  • I Testimoni di Geova”, contraddistinti dal triangolo viola
  • I prigionieri omosessuali, contraddistinti da un triangolo rosa.
  • I prigionieri di guerra russi erano indicati  con le lettere SU che indicavano le parole Sowiet Union
  • I prigionieri delinquenti comuni erano contraddistinti da un triangolo verde
  • Infine, i prigionieri da rieducare erano indicati dalle lettere EH a significare “Erziehungshäftling” (prigionieri da correggere).

La fine di Auschwitz

Nonostrante le atrocità della vita e della morte del campo, il regime nazista riusì a tenere nascoste le operazioni all’interno del campo di sterminio. Fino all’arrivo dell’Armata Rossa. Nel novembre del 1944, Himmler, saputo dell’avanzamento dei nemici, ordinò di cessare le esecuzioni di massa e di demolire le camere a gas e i forni crematori all’interno del campo. L’intento era ovviamente quello di nascondere le prove del genocidio. Il 27 gennaio 1945 il campo fu liberato dalle truppe sovietiche: furono trovati circa 7.000 prigionieri ancora in vita e migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che possedevano i prigionieri prima di entrare nel campo e otto tonnellate di capelli umani imballati e pronti per il trasporto. Dopo la sua dismissione il campo di concentramento di Auschwitz è divenuto un luogo simbolo, dedicato alla memoria delle vittime. Dal 1979 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Dal 1996, il 27 gennaio (giorno della liberazione di Auschwitz) è la giornata ufficiale del ricordo delle vittime del regime nazista, la Giornata della Memoria.

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