Carpe Diem: cosa significa la locuzione latina

Carpe diem è una locuzione latina tratta dalle Odi del poeta latino Orazio, traducibile in “cogli il giorno” e spesso liberamente tradotta in “cogli l’attimo”. Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: “quam minimum credula postero” che significa letteralmente “”confidando il meno possibile nel domani”. Quindi, filosoficamente parlando è un invito a godere ogni giorno dei beni offerti dalla vita, dato che il futuro non è prevedibile, da intendersi non come invito alla ricerca del piacere, ma ad apprezzare ciò che si ha. Si tratta non solo di una dei più celebri modi di dire della latinità, ma anche di una delle filosofie di vita più influenti della storia. Ormai locuzione utilizzata in moltissime poesie, ma non solo, analizzata come una delle più importanti sia dal punto di vista filosofico e morale, interpretabile in tantissimi modi, sia in maniera oggettiva, che in maniera soggettiva. Un vero e proprio input a credere e sperare sempre nel presente, in modo tale da non frustarsi con ciò che potrebbe o non potrebbe succedere, invito a levar via le ansie, le preoccupazioni che ogni giorno inconsapevolmente creiamo nella nostra mente, entità che così fuoriescono prendendosi anche gioco di tutte la nostra vita in circolo. Invito a credere in se stessi, a non preoccuparsi di ciò che ancora deve accadere, a cogliere l’attimo, perché del domani non c’è e non esiste certezza.

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Carpe Diem: significato

Carpe in latino è la seconda persona singolare dell’imperativo carpo (“io colgo”), da intendersi in senso esortativo, mentre diem è l’accusativo singolare del sostantivo dies, che significa “giorno”. Carpo letteralmente significa “io colgo”, ma in questo caso è, citando Alfonso Traina, “un verbo tecnico, alla frontiera tra i due campi semantici di prendere e cogliere, che indica un processo traumatico, un prendere a spizzico con un movimento lacerante e progressivo che va dal tutto alle parti”. La filosofia oraziana del carpe diem si fonda sulla considerazione che all’uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo. Solo sul presente l’uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, devono concentrarsi le sue azioni, che, in ogni sua manifestazione, deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro.

Carpe Diem: esempi

La spiegazione di certo non termina qui, noi di StudentVille ci teniamo al fatto che tutto sia chiaro, ed è proprio per questo che ora faremo degli esempi con appunto “Carpe Diem” che possano far capire il come e il quando questa locuzione deve essere utilizzata, evitando di compiere errori che potrebbero trasformarsi in “orrori”. Utilizzare esattamente la locuzione Carpe Diem nei periodi non è del tutto facile, infatti poche volte la troveremo inserita in una frase, il più la stessa locuzione la si può trovare da sé, in modo autonomo senza soggetti o predicati verbali che debbano completare il periodo, perché come abbiamo già detto, dietro questa ci sono tantissimi e infiniti significati ed è appunto per questo che formuleremo frasi con il significato di questa locuzione, prendendo spunto da grandi poeti e grandi cultori.

  • Molti di noi passano la vita come dei falliti, perché siamo in attesa del ‘momento giusto’ per iniziare a fare qualcosa di utile. Non aspettare. Il momento non potrà mai essere quello ‘giusto’. Inizia dove ti trovi, e lavora con qualsiasi strumento tu possa avere a disposizione, e troverai migliori strumenti mentre stai proseguendo.” NAPOLEON HILL.  carpe diem, fallimento
  • “Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.” CONFUCIO, alberi, carpe diem, piantare
  • “Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.”MADRE TERESA DI CALCUTTA, carpe diem, domani, ieri, oggi